Confagricoltura dà via libera al bilancio e scommette sul futuro
Senza colpi di scena, il bilancio è stato approvato da tutti i soci presenti. Ma l’assemblea di Confagricoltura, tenuta nella nuova sede di via Aurelia Antica, è stata soprattutto l’occasione per fare il punto sui percorsi che l’associazione sta battendo sia con la Regione Toscana per le politiche locali sia con Bruxelles, visto che buona parte dei contributi per le aziende grossetane arrivano dall’Ue.
Le partite ancora aperte in Maremma sono molte: «Abbiamo intrapreso molte iniziative – dice il presidente Attilio Tocchi – Seguiamo problemi che vanno avanti da molti anni, come quello della predazione e quello degli ungulati: sono argomenti per noi importanti, così come l’iniziativa intrapresa dalla Provincia di Grosseto per il sostegno del settore ovi-caprino, che sta attraversando una fase di grande difficoltà».
Ci sono poi anche questioni tributarie di cui discutere, rappresentate in special modo dal rinnovo della Pac. «Una partita in cui Confagricoltura sta giocando un ruolo attivo è quella del rinnovo della Pac – continua Tocchi – Aspettiamo l’insediamento del nuovo parlamento europeo e speriamo che l’agricoltura italiana possa ancora avere un livello di contribuzione adeguata».
Confagricoltura Grosseto ha anche scommesse su cui puntare: una su tutte il nuovo polo agroalimentare toscano, che sorgerà proprio in Maremma e per cui si sono già sfatte avanti in una cordata ventidue aziende, su spinta proprio di Confagricoltura. «È sicuramente una grande opportunità per Grosseto – sottolinea il presidente – La nostra agricoltura, visto l’andamento climatico e i prezzi di mercato, ha bisogno di studi e di nuove tecniche che spingano verso l’innovazione».
Altra opportunità arriva dalla definizione del distretto rurale Toscana sud, strumento normativo che permettete di accedere a finanziamenti regionali, per cui la Camera di Commercio ha messo a disposizione 12 milioni di euro. «Queste risorse saranno destinati all’olivicoltura, al settore bovino e bufalino, a quello ovino e ai cereali – conclude Tocchi – Tutti settori fondamentali per la Maremma». —
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