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«Alla foce ci sono da dragare appena 50 metri»

Ivana Agostini
«Alla foce ci sono da dragare appena 50 metri»

Un gruppo di diportisti protesta per la prolungata impossibilità di uscire in mare. «Il prossimo anno tanti andranno via»

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Da settimane 400 diportisti sono bloccati ai loro pontili alla foce dell’Albegna. La foce è insabbiata. L’autorizzazione per lo scavo tarda ad arrivare e, nel frattempo, la stagione estiva sta andando avanti. Ieri i diportisti hanno dato sfogo alla loro rabbia scrivendo una lettera aperta.

«Diamo noia a qualcuno o siamo veramente vittime di una bieca burocrazia?». Questo il quesito che si pongono gli oltre 400 diportisti che vedono a rischio la loro presenza sul territorio. «La comunità insieme a noi non si arrende – scrivono – e vuole dare voce ad una situazione divenuta oggi insostenibile, sicuramente di scarsa lungimiranza per chi vuole che questo territorio cresca. I titolari dei pontili dell’Albegna, insieme ad alcune associazioni di categoria e ai “pochi” turisti che sono rimasti in zona, non ci stanno e vogliono portare all’attenzione dell’opinione pubblica quanto sta accadendo».

«Il problema? – scrivono – Dragare 50 metri dell’Albegna. Viene da ridere, per non piangere ma per la burocrazia questo è argomento su cui studiare, confrontarsi, riflettere e perdere tempo. Un atteggiamento voluto a favore di qualcosa o qualcuno? Perché gli altri anni si è risolto il problema e quest’anno no? Quei 50 metri rappresentano “sentimenti” di gioia e di evasione di oltre 400 diportisti. Di quelle famiglie che hanno una barca, che la ricoverano in inverno nei cantieri del luogo, che varano l’anno successivo dopo aver effettuato un tagliando dal meccanico di zona, che la sera affollano i ristoranti del territorio, che acquistano nei pomeriggi d’estate vestiti e alimentari, solari e profumi nei negozi di Albinia, che pernottano nelle strutture recettive della zona, che animano le splendide estati della costa d’argento. E il prossimo anno quei turisti che sono andati via? Quando ritorneranno? Ma questo non interessa».

I diportisti mettono in evidenza che chi quest’anno va via il prossimo anno non tornerà perché avrà portato la sua barca altrove. «I burocrati discutono su una planimetria del Ministero dell’ambiente risalente al 2010 e superata 4- 5 anni fa come da rilievi grafici facilmente rinvenibili su sito ufficiale dello stesso Ministero dell’ambiente – sostengono – Carissimi burocrati ci rivolgiamo a voi. Non vi sentite sulla coscienza il peso della distruzione di un’economia, della perdita di posti di lavoro, dell’annullamento di un tessuto sociale produttivo che abbiamo creato giorno dopo giorno con fatica e soddisfazione?». —

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