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Addio a Mustafà l’angelo di via Einaudi Il cordoglio degli amici

Francesca Ferri
Addio a Mustafà l’angelo di via Einaudi Il cordoglio degli amici

Arrivato in città esattamente 30 anni fa, era amato da tutti In 300 lo difesero quando il sindaco volle allontanarlo da lì 

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. Il suo sorriso salutava tutti i giorni chi andava a fare la spesa. Quello davanti al supermercato Simply di via Einaudi a Grosseto per lui non era un indifferente via vai di clienti. Erano persone, amici e amiche dei quali, anno dopo anno, era riuscito a conquistare la fiducia e il rispetto. L’affetto. Ed è con immenso affetto e dolore che nei giorni scorsi clienti del supermercato e abitanti del quartiere hanno detto addio a Kaire Khadime Mustafà, 59 anni, senegalese, venditore ambulante. Mustafà, così tutti lo chiamavano, si è spento per una malattia nei giorni scorsi a Grosseto, la città dove era arrivato esattamente trent’anni fa.

«Era arrivato il 22 giugno 1989 – lo ricorda Stefano Giordano, arbitro di calcio e amico di Mustafà – Era una persona meravigliosa. Se ne stava davanti al supermercato a vendere le sue cose: calzini, braccialetti. Ma, se c’era bisogno di portare una cassa d’acqua a una vecchietta, era il primo. A me controllava sempre la bici. Quei piccoli gesti per i quali è rimasto nel cuore di tutti. Io ci ho pianto un giorno intero».

Mustafà era davvero un uomo buono. Le mamme gli lasciavano i bambini a giocare mentre andavano a fare la spesa. E quando vedeva qualche tipo losco entrare nel supermercato, avvisava le cassiere perché stessero in guardia.

Così quando nel settembre del 2017 il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna emanò un’ordinanza per farlo andar via da lì, ci fu una sollevazione popolare e 300 cittadini firmarono per farlo restare.

In questi giorni alcuni dipendenti del supermercato hanno organizzato una raccolta di fondi, che si è chiusa ieri, per sostenere la spesa per riportare Mustafà in Senegal.

A Grosseto rimarrà il ricordo di un uomo speciale.

«Sappi – ha scritto in un messaggio di addio su Facebook Stefano Giordano – che non ti perdonerò mai il non avermi fatto pagare neanche uno di tutti quei braccialetti portafortuna brasiliani che mi hai regalato; e il più bello è quello che adesso mi lego al cuore, ma prima spiegami tu Mustafà, per l’ennesima volta, qual è quello con il colore che simboleggia l’amicizia, perché io adesso non riesco proprio a ricordarmelo. Grazie per i valori meravigliosi che mi hai trasmesso, Musta, non ti dimenticherò». —



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