Il Tirreno

Grosseto

tribunale 

Rapinarono prostituta condannati a 5 anni

Pierluigi Sposato

L’episodio era avvenuto lungo via Aurelia nord nel 2014 I due erano stati arrestati poco dopo dalla polizia di stato

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Condannati a 5 anni ciascuno due uomini accusati di aver rapinato una prostituta, portandole via 360 euro. Il collegio del Tribunale (Adolfo Di Zenzo presidente, Giovanni Muscogiuri, Andrea Stramenga) ha accolto, mitigandole in parte, le richieste del pm Valeria Lazzarini, che aveva chiesto più di 6 anni sia per Pavol Vlcek sia per Sandro Pieri.

I due erano stati arrestati poco dopo la denuncia della donna, che oggi ha 30 anni e che è originaria della Romania. I fatti risalgono alla notte tra il 26 e il 27 settembre 2014. La giovane donna era in attesa di clienti lungo via Aurelia nord, in città, quando si era fermata un’auto da cui era sceso un uomo, mentre l’altro era rimasto alla guida. «Dammi tutti i soldi che hai, altrimenti ti ammazzo» la frase che sarebbe stata pronunciata (seguita da altre frasi «in albanese», aveva detto la vittima verosimilmente intendendo che si trattava di una lingua straniera) mentre contro l’addome le sarebbe stato puntato un oggetto acuminato. Dopo le minacce, negli occhi della donna sarebbe stato spruzzato dello spray irritante. I due erano poi fuggiti dopo averle dato un calcio a una gamba. Alla polizia di stato, la prostituta aveva poi raccontato che una ventina di minuti dopo la stessa auto era passata di nuovo da lì. Aveva riconosciuto le due persone che l’avrebbero aggredita e in questa seconda circostanza la donna era riuscita a prendere la tarda dell’auto. A quel punto aveva chiamato il 113. La targa corrispondeva a una Mercedes, rintracciata poco dopo davanti a un night. I due erano stati portati in Questura e poi arrestati. Pieri, che non era sceso dall’auto, era stato scarcerato dopo la convalida; a Vlcek era stato imposto l’obbligo di dimora.

L’accusa si è detta certa delle responsabilità di entrambi gli arrestati, tra l’altro riconosciuti dalla vittima che aveva deposto in Tribunale.

Di tutt’altro avviso i difensori dei due imputati. Gli avvocati Sabrina Pollini e Riccardo Lottini hanno fatto notare che al racconto della giovane donna non era seguito il dovuto riscontro. Ad esempio per il fatto che il denaro non era stato trovato e che non c’è stata traccia dell’oggetto acuminato («ho creduto essere un coltello» aveva detto alla polizia) descritto nella denuncia. A essere stati sequestrati furono un manganello estensibile e una bomboletta spray (contestato in entrambi i casi il porto senza autorizzazione). Ci fu una discussione, sì, magari dopo qualche frase irriguardosa, ma nessuna rapina; e sarebbe stato incomprensibile tornare poco dopo nello stesso posto dove sarebbe stato commesso un reato: questa in sintesi la tesi difensiva sostenuta.

Il collegio, nella lettura del dispositivo della condanna, che non ha distinto tra le responsabilità dei due imputati (a Vlcek era stata contestata la recidiva), infliggendo a entrambi la medesima pena. Le motivazioni saranno depositate entro novanta giorni. I difensori preannunciano già adesso appello. —

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