«Offrì un passaggio, poi tentò la violenza» Pena di quattro anni
MARINA DI GROSSETO. Era accusato di un tentativo di violenza sessuale, ai danni di una ragazza all’epoca non ancora ventenne, in un furgone posteggiato in una strada di Marina di Grosseto. L’accusa aveva ritenuto non provata questa circostanza, suggerendo una riqualificazione in minacce a mano armata (un coltello puntato alla gola), ma il collegio del Tribunale ha ritenuto pienamente sussistente la contestazione iniziale. Antonino Testagrossa, 69 anni, è stato così condannato a 4 anni.
I fatti contestati risalivano al 7 agosto 2014. Secondo l’imputazione, Testagrossa avrebbe costretto la ragazza, una grossetana, a subire atti sessuali approfittando di un passaggio in auto offerto. Le avrebbe mostrato una banconota da 100 euro e, in sostanza, non le avrebbe dato la possibilità di scegliere. Quando lei aveva chiesto di scendere, le avrebbe puntato un coltello alla gola dopo averla percossa con pugni e schiaffi. Infine, l’avrebbe spinta fuori dal furgone facendola cadere nel fosso che costeggia la strada; altri pugni le sarebbero stati sferrati una volta che il conducente era sceso.
Alla vigilia dell’udienza di discussione, l’avvocato Manuele Adami aveva presentato una memoria difensiva nella quale prospettava una ricostruzione diversa degli eventi. Una memoria che il sostituto procuratore Giampaolo Melchionna aveva dichiarato di condividere: mancando gli elementi idonei a caratterizzare la tentata violenza, il pm aveva suggerito la riqualificazione in minacce con arma, sollecitando una pena di 2 anni e 3 mesi. Una requisitoria che ha trovato l’approvazione di Adami, perché a suo giudizio il tentativo di violenza non era plausibile. Il legale ha anche evidenziato quelle che a suo giudizio sono contraddizioni nel racconto della giovane.
Il collegio ha però ritenuto sussistente l’ipotesi iniziale. Le motivazioni saranno depositate entro due settimane. Il difensore di Testagrossa, che era presente in aula, preannuncia appello. — P.S.
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