Il lutto
«La tassa di soggiorno fa scappare i turisti»
La Fiaip chiede concertazione ai Comuni per l’istituzione dell’imposizione sugli affitti brevi nelle case per le vacanze
grosseto. L’estate è arrivata e si attendono con ansia i primi segnali sulle presenze turistiche in Maremma. Dove però gli operatori lanciano un allarme: in alcuni comuni la tassa di soggiorno si pagherà non solo nelle strutture ricettive ma anche in case private per brevi periodi o vacanze. E secondo la Fiaip, Federazione italiana agenti immobiliari professionali, fatta in primavera o inizio estate questa è una mossa sbagliata.
«Farlo denota una mancanza di conoscenza dei meccanismi fondamentali secondo i quali opera il mercato – spiega il presidente Luca Vitale – quando la stagione estiva è alle porte è già stata promossa, tante agenzie hanno già concluso contratti di locazione o hanno già stretto accordi con tour operator o portali di prenotazione online».
Come spiegare che i prezzi concordati sono cambiati? Chi dovrà assorbire i rialzi? Le agenzie o i proprietari? Sono queste le domande che si pone la Fiaip, dopo che la novità della tassa di soggiorno anche per gli appartamenti è già sbarcata nelle località della Costa d’Argento.
Gli agenti immobiliari chiedono alle amministrazioni di deliberare e informare i cittadini dell’approvazione di assoggettamento d’imposta o di variazioni entro ottobre di ogni anno per l’anno successivo ma anche di applicare una imposta “digeribile” e calcolata per appartamento e non sulle presenze in quanto il rapporto giuridico che si instaura tra proprietario e inquilino (contratto di locazione) non permette il controllo delle persone presenti nell’appartamento. «Sarebbe necessario anche che le associazioni rappresentative della proprietà e degli agenti immobiliari siano consultate prima di ogni approvazione per nontrovarsi di fronte a cose fatte e decisioni prese - dice ancora il presidente della Fiaip Vitale - Gli amministratori devono tener conto che anche variazioni di pochi euro possono far perdere tantissime presenze. Non ci vengano a dire che tanto l’imposta di soggiorno la pagano i turisti, perché i turisti possono decidere tranquillamente di non pagarla scegliendo altre destinazioni».
L’allarme suonato dagli agenti immobiliari professionali riguarda proprio l’arrivo dei turisti, che in questo modo potrebbe drasticamente rallentare. «Le amministrazioni potranno anche fare cassa con queste misure, ma il territorio ne risulterebbe impoverito - dice - turismo e commercio sono comparti che portano linfa all’economia del territorio e ribadiamo che la nostra federazione è disponibile a collaborare con le amministrazioni per dare il proprio qualificato contributo». —
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