Il Tirreno

Grosseto

L’ECONOMIA DELLA TERRA 

«La Maremma punti sul vino Vermentino»

EN.G.
«La Maremma punti sul vino Vermentino»

Mazzei (Consorzio tutela) indica le politiche di mercato Alla prima degustazione selezionate 32 etichette

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GROSSETO. Grande successo, forse anche oltre le aspettative, per la prima degustazione del vino Vermentino, organizzata dal Consorzio Tutela vini della Maremma Toscana. Nella spettacolare location dell’azienda Rocca di Montemassi, 32 etichette sono state selezionate e provate da oltre 40 assaggiatori, compresi gli stessi produttori.

Entusiasta il presidente del Consorzio Francesco Mazzei: «Il Vermentino si sta affermando come un vino in crescita in Maremma, ma i nostri obiettivi devono essere consolidati e a lungo termine: non deve essere insomma un fatto momentaneo. Anzi, la Toscana non ha una vera denominazione di Vermentino, ed è per questo che la Maremma può e deve imporsi, fare da battistrada e costruirsi un mercato. Ne abbiamo tutte le possibilità e capacità».

La degustazione è stata insomma un primo passo per far conoscere le esperienze di tutti i produttori, anche di alcuni stranieri che da poco tempo hanno acquistato vigneti in Maremma: un momento di confronto importante senza campanilismi.

Gli assaggi sono stati alla cieca: le batterie erano infatti con le bottiglie coperte, e i degustatori dovevano dare il loro giudizio su una scala da 1 a 5. Gli organizzatori hanno anche mischiato le carte, inserendo due vini di altre regioni, uno della Sardegna e uno dalla vicina Liguria, che però, ad essere onesti, non hanno riscosso molto successo. «Il Vermentino - ha sottolineato ancora Mazzei – deve essere il nostro cavallo di Troia per entrare in un mercato importante. Dobbiamo lasciarci alle spalle le paure e osare. Avere un vino “unico” deve essere un altro obiettivo, così come quello di scambiarci le opinioni e le idee. Far crescere il territorio, la Maremma in generale in termini di immagine, deve essere un obiettivo comune da seguire, senza tentennamenti».

Mazzei ha anche proposto quello che potrebbe essere il futuro della produzione del Vermentino: «Dobbiamo concentrarci su due tipologie di vino quello di base con caratteristiche simili e uno invece più spinto, dove osare e sperimentare deve essere un altro obiettivo».

La degustazione ha fatto emergere i vermentini ritenuti più interessanti, sia per tipicità che per complessità. Tutti in generale hanno avuto comunque apprezzamenti per la loro qualità e preparazione: «Voglio ringraziare tutti i partecipanti – ha concluso Mazzei – che si sono prestati a confrontarsi. Sono davvero soddisfatto per questo evento, ben organizzato, e che ha fatto incontrare i produttori. Eventi del genere devono essere ripetuti con cadenza regolare». — EN.G.

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