Proteste
L’allarme gabbiani approda in giunta
Troppi uccelli nella città del golfo, il Comune cerca soluzioni L’ornitologo: «Sono intelligenti, ora nidificano sui palazzi»
Tanti, rumorosi, e spesso invadenti: i gabbiani anche a Follonica stanno diventando un problema concreto. Roma è invasa da questi animali che hanno trovato nell’immondizia una risorsa illimitata ma anche Follonica non è da meno, tanto che non è insolito imbattersi in qualche gabbiano intento a rompere i sacchetti della differenziata o a cacciare. Non mancano poi le lamentele per i forti garriti che diventano frequentissimi soprattutto all’alba. Un problema che il Comune ha già preso in carico.
Nei prossimi giorni l’argomento verrà affrontato dalla giunta: «Il problema è evidente – dice l’assessore alle politiche di tutela e cura degli animali Francesco Ciompi – ma prima di fare qualsiasi azione è importante sottolineare il fatto che dare da mangiare agli animali selvatici è pericoloso perché si vanno ad alterare gli equilibri naturali, come nel caso dei gabbiani e dei piccioni che a Follonica sono diventati molti. Per affrontare l’argomento abbiamo già in programma delle riunioni. Prenderemo in considerazione dei provvedimenti per cercare di trovare una soluzione al problema», conclude Ciompi.
Il Tirreno si è rivolto ad un esperto, l’ornitologo Giacomo Radi: «I gabbiani sono una specie che si approfitta dell’uomo, da sempre – spiega Radi – più togliamo territorio a loro e più loro riescono ad adattarsi, proprio come fanno i corvi, le taccole e le cornacchie. Approfittano del cibo lasciato dagli uomini e delle strutture, sono molto intelligenti e riescono ad adattarsi in poco tempo. I gabbiani – prosegue l’ornitologo – hanno trovato nelle città delle scogliere ben più alte e sicure di quelle alle quali erano abituati: i palazzi. I gabbiani reali, stanziali e sicuramente più problematici dei gabbiani comuni, prima nidificavano all’isolotto delle Sparviero, di fronte a Follonica, poi hanno trovato più comodo vivere in città».
Insomma, le città offrono sempre di più ambienti accoglienti per queste specie: «Essendo noi molto invasivi offriamo delle risorse trofiche e territoriali ed essendo loro una specie molto intelligente, come tutti i laridi, sfruttano questa cosa – dice Radi – per scacciarli ci sono dissuasori ad ultrasuoni ed è stata provata la caccia biologica con i falchi pellegrini che non ha avuto buoni risultati, il problema però persiste perché hanno trovato delle risorse nelle città. A Roma ad esempio stanno sfruttando il problema della raccolta dei rifiuti».
In realtà i gabbiani sono degli animali molto importanti per l’ambiente perché sono degli spazzini, ma come fare a conviverci? «Questo è un problema che l’uomo ha con tutti gli animali, ad esempio con il ritorno del lupo dagli Appennini, arrivato dopo la reintroduzione dei cinghiali provenienti dall’Ungheria. Un altro esempio sono le cinciarelle, dei piccoli uccelli che in Inghilterra hanno imparato ad aprire le bottiglie di latte del porta a porta, un problema noto. Gli animali sono molto intelligenti, noi li sottovalutiamo – conclude Radi – ma non dovremmo. Abbiamo questo retaggio antropocentrico: non è così, gli animali hanno coscienza di sé, sanno di esistere, sanno di essere un individuo e sanno come gestirsi. Non siamo più furbi di loro, anzi». —
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