Gioco
Il Cemivet ha 158 anni Eccellenza e tradizione dell’attività veterinaria
Al centro si sta per chiudere il 37° campus universitario Siena: «Un onore per noi far parte di questa comunità»
GROSSETO. Tutto è nato con un regio decreto firmato da Vittorio Emanuele II, nel 1870. Sono passati 158 anni da allora e nel suo vissuto il Centro militare veterinario di Grosseto ha saputo ritagliarsi un ruolo sempre più importante all’interno dell’Esercito italiano e non solo.
«La cerimonia si inserisce un continuum storico di cui il centro di Grosseto è il contenitore – dice il comandante del Cemivet Simone Siena – È un onore per noi contribuire a questa attività». Un continuum che ha trovato nel centro maremmano il suo epicentro. Nel corso della cerimonia per il 158° anniversario del servizio veterinario, alla presenza di autorità militari e civili, hanno partecipato i più alti livelli dell’esercito legati a questo mondo, capace non solo di progredire con la ricerca legata al mondo equino e cinofilo, ma anche di divenire un punto di riferimento per la società civile.
«Qui stiamo concludendo il 37° campus universitario, dove ci sono insegnanti e ragazzi provenienti dalle facoltà di veterinaria da tutto il Paese – spiega il generale Francesco Paolo Figliolo, comandante logistico dell’Esercito – L’attività del servizio veterinario è fondamentale: qui viene controllata tutta la filiera alimentare destinata sia all’uomo che agli animali. Inoltre, il comparto cinofilo che è una realtà importantissima per l’esercito con le sue missioni all’estero».
Eppure, nonostante il riconosciuto valore, il Cemivet di Grosseto torna spesso agli onori delle cronache per gli spettri di tagli del personale o trasferimento dei servizi. Argomento trattato spesso anche dagli esponenti politici del territorio, ultimo in ordine di tempo il senatore leghista Mario Lolini che ha presentato un disegno di legge per istituire a Grosseto un albo nazionale dei maniscalchi. Anche il comandante Siena tratta l’argomento, ma sempre con il suo spirito di servizi: «Il centro lavora nell’ambito delle indicazioni che pervengano dalle superiori autorità – spiega Siena – E quindi adesso noi abbiamo la missione di produrre cavalli, sostenere il comparto cinofilo del corpo armato delle operazioni internazionali che svolge all’estero e di occuparci di logistica di rifornimento». Sono queste le disposizioni, ad ora. «Noi siamo sempre pronti ad adempiere ai compiti che ci vengono assegnati e quindi per il momento stiamo lavorando serenamente sui compiti istituzionali dell’ente».
Ma spettri provenienti da Roma non scalfiscono minimamente l’impegno portato avanti in Maremma nel servizio veterinario militare. «È una realtà che tutto il mondo invidia all’Italia», spiega senza mezzi termini il generale Figliuolo. —
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