Sicurezza
Foce insabbiata, 300 diportisti ancora bloccati
Dal ministero non è ancora arrivata alcuna risposta alla richiesta di escavazione L’assessore Minucci: «Un danno per tutto il territorio»
ALBINIA. Impossibile uscire con le imbarcazioni dalla foce dell’Albegna. Da settimane oltre 300 diportisti che hanno le loro imbarcazioni ormeggiate alla foce dell’Albegna sono costretti a rimanere ormeggiati ai pontili. La foce del fiume è ostruita e le autorizzazioni per scavarla ardano ad arrivare.
«Siamo molto preoccupati per il protrarsi dei tempi di autorizzazione da rilasciare per poter permettere ai diportisti della foce di effettuare l’escavazione della stessa – dice l’assessore all’ambiente Luca Minucci – La nostra amministrazione è al fianco degli operatori: il lavoro del consigliere delegato Ivan Poccia ne è la dimostrazione, ma il rallentamento di questa procedura ministeriale sta creando un danno forte, agli operatori ma anche e soprattutto al nostro territorio e a quanto gravita intorno».
I titolari della concessione stanno aspettando il nulla osta dal Ministero per poter dare il via allo scavo. A maggio i concessionari hanno richiesto al Genio civile di scavare la foce. Questo ha dato il via all’iter che prevede che, entro 30 giorni, arrivi il parere del Ministero. Non ci sarebbero problemi ma di fatto l’autorizzazione non arriva e siamo già a fine giugno senza che le imbarcazioni abbiano ancora visto il mare aperto. «Ci siamo posti da subito – aggiunge Minucci – come tramite con gli altri enti per favorire i rapporti e cercare di velocizzare il procedimento, ma purtroppo ad oggi ancora l’iter, del quale il Comune non è attore, non si è concluso. Il consigliere e senatore Roberto Berardi ha più volto interpellato il Ministero per chiederne sviluppi veloci, lo farà ancora sino all’arrivo dell’autorizzazione. Chiediamo ancora, anche pubblicamente, che le risposte arrivino presto, così finalmente residenti e turisti potranno finalmente godere del nostro splendido mare. Se così non fosse siamo pronti ad intraprendere forti iniziative».
I concessionari dovranno scavare la foce a loro spese. L’autorizzazione che deve arrivare sarà pluriennale, ossia avrà durata pari a quella della concessione. Questo permetterà che l’anno prossimo non si crei lo stesso problema di quest’anno. All’inizio dell’estate 2018 fu il Consorzio di bonifica, per motivi idraulici, a scavare il fiume. Quest’anno lo scavo dovrà essere fatto da coloro ai quali compete, i concessionari. — I.A.
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