Il Tirreno

Grosseto

la polemica 

Conferenza caccia Wwf e Legambiente rifiutano l’invito

«La Regione ha chiuso ogni confronto sulla sostenibilità» Le associazioni hanno proposte sul Piano da approvare

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GROSSETO. Mentre sono in corso gli ultimi preparativi per la Conferenza regionale della caccia 2019, che si terrà domani e sabato al Centro fiere del Madonnino di Braccagni, giugnono le polemiche di Wwf e Legambiente, che in una lettera spiegano i motivi del dissenso e della non partecipazione.

La Regione Toscana annuncia che al nuovo appuntamento è chiamato tutto il mondo venatorio, agricolo, della protezione ambientale per fare insieme alla Regione un’analisi e una riflessione sullo stato e sul futuro della gestione faunistico venatoria in Toscana. Molto è cambiato dal 2009 nel mondo rurale, dalle attività in cui si è assistito all’avanzare di diverse gestioni colturali e all’abbandono delle terre marginali, al quadro istituzionale con il passaggio delle competenze dalle Province alle Regione fino ai nuovi scenari dettati dai cambiamenti climatici.

«Un quadro che ci mette nelle condizioni di fare il punto per una valutazione e una riflessione in grado di far nascere propositi per il futuro – ha detto l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi – Questa conferenza non sarà un punto di arrivo ma un punto di partenza. Da qui prenderanno corpo un lavoro e un confronto, già avviati dai vari tavoli che si sono riuniti periodicamente fino ad oggi, per lanciare proposte e tracciare insieme il nuovo corso».

Ma Legambiente e Wwf non ci stanno. In una lettera aperta indirizzata allo stesso Remaschi ma anche alle commissioni regionali seconda e quarta, nonché al presidente della Regione, firmata da Roberto Marini (delegato Wwf Toscana) e da Fausto Ferruzza (presidente Legambiente Toscana), spiegano perché non aderiscono all’invito a partecipare: «L’invito giunge alle scriventi associazioni dopo che l’assessorato negli ultimi anni, a partire quasi dal suo insediamento, ha praticamente chiuso e annullato quella che era ormai una prassi pluridecennale di confronto fra Regione e ambientalismo scientifico sul tema della sostenibilità dell’attività venatoria. Contestualmente, dal suo assessorato è stata impartita non senza sorpresa una sempre più marcata deregolamentazione normativa della caccia in Toscana. Entro questa cornice e tenuto conto di questa premessa, l’invito a partecipare all’iniziativa, quando ci troviamo ormai alle porte della chiusura della legislatura, ci sembra rispondere più a esigenze di propaganda che di sostanza. Il fine della Conferenza sembra infatti soprattutto quello di voler dichiarare in sede mediatica di aver svolto un lavoro col pieno consenso dell’associazionismo venatorio. Obiettivo che, ancorché legittimo, non ci può vedere assolutamente nel ruolo di spettatori, né, tanto meno, tra quelli soddisfatti».

Legambiente e Wwf non hanno aderito ai connessi momenti preparatori e annunciano che non parteciperanno alla fase conclusiva della Conferenza regionale. «Ciò, evidentemente, non si tradurrà in un nostro disimpegno sulla tutela della fauna selvatica, tema da sempre per noi fondamentale. Anzi. questa nostra lettera aperta vuol significarvi in modo accorato la richiesta di una svolta, che speriamo la Regione voglia intraprendere da subito o quantomeno nell’ormai prossima legislatura. Una svolta che porti a un confronto vero, senza reticenze, col nostro mondo, che possa plausibilmente determinare una gestione più sostenibile e limpida dell’attività venatoria. In tal senso - concludono - pur non partecipando alla Conferenza, ci riserviamo invece di presentare, nelle prossime settimane, un documento di proposte sul nuovo Piano Faunistico Venatorio, attualmente in corso di riscrittura, documento che confidiamo fortemente la Giunta Regionale vorrà tenere in considerazione». —

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