Gioco
Autovelox semifissi e pattuglie di polizia in quattro frazioni: ecco il piano
Voluti dall’assessorato alla viabilità nelle zone attraversate dalle Provinciali. Sopralluoghi in corso, si parte dopo l’estate
GROSSETO. Sfuma il progetto del Comune di Grosseto di installare quattro autovelox fissi in altrettante frazioni a cavallo di trafficate strade provinciali: Stiacciole, Braccagni, Principina terra e Il Cristo. Ma non sfuma affatto l’idea di scoraggiare gli “speedy gonzales” del volante attraverso le macchinette. Che non saranno più fisse, ma non per questo saranno meno efficaci.
I colonnini arancioni
Gli automobilisti sono avvisati: se vi capiterà di vedere dei colonnini arancioni sul ciglio della strada, meglio allentare il piede dall’acceleratore. L’assessorato alla viabilità ha intenzione di installare i dissuasori di velocità, postazioni arancioni dove vengono messi all’occorrenza gli autovelox. Rispetto alle postazioni fisse, in questi colonnini l’autovelox non è sempre presente. C’è solo se più avanti nella strada c’è una pattuglia della polizia. E questa è l’altra differenza: se si supera il limite di velocità, la pattuglia ferma l’auto e fa subito la contestazione.
Braccagni
Tutto è nato dalla protesta degli abitanti di Braccagni. Anche Il Tirreno la raccolse a Caffè Tirreno due anni fa. Qui, come altrove dove ci sono piccoli agglomerati a cavallo delle provinciali, la sicurezza dei pedoni è messa a repentaglio da auto, camion e ogni genere di veicolo. Il cartello con il limite di 50 chilometri orari non basta. E neppure le strisce pedonali. Gli stessi cittadini negli anni hanno raccolto petizioni – ad esempio a Braccagni e al Cristo – e fatto denunce a mezzo stampa – come alle Stiacciole. E sempre i cittadini avevano sollecitato l’installazione di autovelox, come a Braccagni.
L'impegno del comune
Nel 2017 l’assessore alla viabilità Fausto Turbanti, presentando il redigendo piano della mobilità, aveva espresso la volontà dell’amministrazione di installare gli autovelox fissi. A dicembre ha confermato al Tirreno la linea del Comune in occasione di una protesta dalle Stiacciole per la pericolosità della strada 159 Scansanese. Il Comune a gennaio ha presentato alla prefettura – deputata a rilasciare l’autorizzazione – la richiesta di installare un primo autovelox a Braccagni. Fin qui i fatti sono noti.
No a postazioni fisse
La novità è che a marzo è arrivata la risposta della prefettura: il tratto di strada a Braccagni (la sp 152 Aurelia Vecchia) dove il Comune chiedeva di installare l’autovelox fisso – osserva la prefettura – non rientra tra quelli che hanno le caratteristiche previste dalla legge (la 168 del 2002) perché il prefetto possa autorizzare l’installazione. Gli autovelox fissi, recita la norma, si possono mettere solo nei tratti con un certo tasso di incidentalità, con particolari condizioni strutturali, planoaltimetriche e di traffico per cui non è possibile fermare un veicolo senza recare pregiudizio alla sicurezza della circolazione, alla fluidità del traffico o all’incolumità degli agenti operanti e dei soggetti controllati. Insomma, spiegano dalla prefettura, la legge pone attenzione agli automobilisti e, dove è possibile, in caso di contestazione garantisce loro di difendersi subito.
Contestazione lì per lì
Tuttavia sia il Comune che la prefettura non hanno gettato la spugna e hanno convenuto che la soluzione alternativa ci fosse. Appunto, quella delle colonnine arancioni che rilevano la velocità e segnalano eventuali eccessi alla pattuglia che ferma l’auto e contesta lì per lì l’infrazione.
Quando e dove
«Questi colonnini – spiega l’assessore Turbanti – sono autorizzabili per Braccagni, Stiacciole, Il Cristo e Principina terra. Partiremo da Braccagni, che per prima ha sollevato il problema. Poi passeremo alle Stiacciole». Il percorso si sta avviando proprio in questi giorni. «Le strade sono della Provincia – spiega Turbanti – e aspettiamo che ci dia l’autorizzazione. In questi giorni faremo i sopralluoghi congiunti per individuare le eventuali postazioni». Ma quando arriveranno questi dissuasori? «Una volta viste le postazioni – dice Turbanti – dovremo trovare le risorse. Che non sono poche. Ogni colonnino costa dai 1.800 ai 2mila euro e ne vano messi uno per corsia e all’entrata e all’uscita dei paesi». In tutto 16 colonnini. «Il nostro è quindi un indirizzo di massima, ma contiamo di partire dopo l’estate. Sono sicuro che saranno un ottimo deterrente», conclude l’assessore.
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