Il dolore
Addio a Prearo, anima del Gruppo vela
Fu uno dei fondatori del club, aveva 67 anni. Grande appassionato di montagna, era stato dipendente della Tioxide
Era il 1976 quando un piccolo gruppo di giovani velisti follonichesi decideva di mettere in piedi il Centro Diffusione Vela, quello che sarebbe poi diventato il Gruppo Vela Lni; oggi a 43 anni di distanza, il gruppo, diventato un’istituzione, deve dire addio ad uno dei suoi soci fondatori: Roberto Prearo, morto martedì scorso a 67 anni dopo una malattia diagnosticata soltanto pochi mesi prima. «Il Gruppo Vela Lni Follonica è stato colpito da un altro lutto – dicono al circolo – a distanza di poche settimane dalla scomparsa dello storico presidente della Lega Navale Italiana Luciano Benini. Martedì è mancato Roberto Prearo, uno dei soci fondatori del gruppo vela. Roberto ha contribuito allo sviluppo e alla crescita del circolo e all’animazione sociale: anche la scorsa estate è stato uno degli organizzatori dell’annuale cena. Le nostre condoglianze alla famiglia e alla moglie Patrizia».
Roberto, ex dipendente della Tioxide, era in pensione da pochi anni e le sue grandi passioni erano la vela e la montagna. Alla vela in particolare aveva dedicato gran parte del suo tempo libero fin da quando, insieme al padre, al fratello Paolo e alla sorella Emanuela, aveva preso in gestione la scuola di vela del circolo di Punta Ala dove era stato anche ufficiale di regata.
I ’70 furono anni pionieristici: insieme ai fondatori, Prearo aprì la prima sede ai bagni Golfo e solo dopo venne costruito il piccolo prefabbricato sulla spiaggia messa a disposizione dalla locale Anmi al Boschetto. Roberto contribuì alla crescita del gruppo, tanto che nel 1981 fu organizzato il primo campionato italiano, classe Europa, alla colonia Marina del Cif che ospitò per molti anni le attività invernali del gruppo e il campionato del Mondo Optimist 1982 che rappresentò la vera svolta nella vita dell’associazione. Ma Roberto aveva anche altre passioni e oggi gli amici lo ricordano con grande affetto: «Era un grande appassionato e conoscitore delle Dolomiti che insieme al mare costituivano la sua più grande passione – racconta l’amico Emanuele Scardina – Nonostante il suo peso, oltre 100 chili, era un atleta come pochi. Da giovane era stato anche campione regionale dei diecimila metri, sciava benissimo e arrampicava. La vela poi è stata la sua grande passione: vederlo in barca, nero come la pece, arso dal sole, con la sua barba da marinaio, era un vero spettacolo. Inoltre – continua Scardina – era anche un ottimo cuoco». Ma i ricordi sono tanti e tutti legati alla vela: «Usava andare sul laser – continua Scardina – una deriva velica molto diffusa, stando in piedi: una cosa difficilissima, perché molto sottile e senza timone. Roberto faceva cambiare rotta alla barca semplicemente sbandandola con il suo peso».
I funerali di Roberto Prearo si terranno oggi alle 14 nella chiesa di San Leopoldo. Il feretro verrà poi portato a Livorno per la cremazione. —
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