Il Tirreno

Grosseto

controllo del vicinato 

La maggioranza difende la scelta, Iacomelli insorge: «È da leghisti»

G.S.

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gavorrano. Il controllo del vicinato, ovvero l’associazione composta da una rete territoriale di volontari che sviluppano programmi di sicurezza e gruppi di controllo, continua a far discutere e, se lunedì scorso in consiglio comunale è stato approvato il nuovo regolamento per la disciplina della videosorveglianza sul territorio comunale, l’occasione è stata buona per ritornare sul delicato argomento. «È un dovere dare controllo alle attività – ha affermato il capogruppo Giulio Querci – Non si tratta di propaganda politica o di ronde. Si è solo creato un canale di segnalazioni».

Di tutt’altra idea l’ex sindaca Elisabetta Iacomelli: «Il controllo del vicinato lo fanno le associazioni e le persone – ha detto – c’era bisogno di regolamentarlo? Queste azioni vanno nella direzione delle politiche leghiste che non si confanno di certo al pensiero di sinistra». «Negli ultimi tempi assistiamo nella cittadinanza alla presenza di un profondo senso di insicurezza generato in gran parte da una martellante campagna promossa dalla televisione e dai social media – afferma Patrizia Scapin, capogruppo d’opposizione – Questa ha fatto presa soprattutto nelle fasce più anziane della popolazione, nelle quali, in realtà il problema più impellente e vero è quella della solitudine. Nella solitudine e talvolta nel disagio la paura fa grande breccia e aumenta a dismisura. L’insicurezza, nelle altre fasce della popolazione, è generata dalla mancata soluzione dei problemi sociali – continua Scapin – la mancanza o la precarietà del lavoro, la difficoltà economica in cui versano molte famiglie, la carenza di alloggi e la mancanza di prospettive per il futuro. Noi del movimento Gavorrano Bene Comune crediamo fermamente nel lavoro delle forze dell’ordine e pensiamo che il loro lavoro sia insostituibile all’interno della comunità. Proponiamo, quindi, una serie di azioni sociali da realizzare con progetti mirati all’interno della nostra comunità, coinvolgendo le molteplici associazioni di volontariato per restituire sicurezza e serenità soprattutto alle fasce più deboli» conclude Scapin. — G.S.

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