Sicurezza
Geotermia: esposto contro la Regione
Per Forum Ambientalista e Nogesi sarebbe stata ignorata la norma che tutela le falde di acqua potabile sull’Amiata
firenze. L’associazione nazionale Forum Ambientalista e la Rete nazionale No alla geotermia elettrica speculativa e inquinante (Nogesi) tornano a puntare il dito contro la Regione Toscana in merito allo sfruttamento geotermico da parte di Enel sul monte Amiata e stavolta lo fanno con un esposto alla Procura della Repubblica di Firenze.
Il 20 maggio scorso le due associazioni hanno presentato ai magistrati fiorentini un esposto, ipotizzando il reato di abuso di ufficio a loro dire compiuto dalla giunta della Regione Toscana. La notizia è stata resa nota ieri dalle stesse associazioni.
Nell’esposto Forum Ambientali e Nogesi, rappresentati rispettivamente da Roberto Barocci e Velio Arezzini, sostengono che la Regione Toscana non abbia voluto dare attuazione a una norma del 2006 a difesa delle acque potabili. Il motivo? «Consentire all’Enel di scaricare i gas inquinanti in uscita dalle centrali geotermiche in Amiata sui terreni che sono senza dubbio aree di ricarica delle falde idropotabili», sostengono le associazioni.
La norma che secondo il Forum Ambientalista e Nogesi sarebbe stata omessa è il comma 8, articolo 94 del Decreto Lgs. 152/2006 (testo unico sull’Ambiente), il quale dispone che, ai fini della protezione delle acque sotterranee, le Regioni individuano e disciplinano le aree di ricarica della falda, imponendo opportuni vincoli alla loro tutela.
Una iniziativa esagerata e inefficace, cioè incapace di ottenere un risultato concreto? «Esagerata proprio no – sostengono Barocci e Arezzini –. Inefficace forse, per il momento».
Che non sia esagerata, a parere delle due associazioni, lo testimonierebbe il peggioramento qualitativo delle acque in generale in Toscana e in particolare dell’Amiata, «che – dicono Forum e Nogesi – ha visto chiudere diverse fonti e installare in quelle dell’Acquedotto del Fiora impianti di abbattimento dell’arsenico, cresciuto in modo molto preoccupante rispetto alle concentrazioni misurate negli anni ’90 dalle pubbliche autorità».
D’altra parte, per anni le associazioni ambientaliste e i Comitati locali hanno segnalato invano alla Regione Toscana la necessità di delimitare le aree di ricarica delle falde e definire i vincoli al loro utilizzo, con Osservazioni in sede di rilascio di autorizzazioni ai nuovi impianti.
«Anche nel 2018 – ricordano Forum e Nogesi – era stato inoltrato alla giunta un atto di diffida di dare immediata applicazione a tale norma e diverse interrogazioni e mozioni sono state inutilmente presentate in consiglio regionale da vari consiglieri».
Che nell’immediato l’esposto sia inefficace «è probabile», sostengono le associazioni, che non hanno mai fatto mistero di ritenere che esista un «condizionamento della politica e del Parlamento italiano sulla magistratura».
A sostegno di ciò Forum Ambientalista e Nogesi citano un report dell’Istat che descrive i tempi lunghissimi delle indagini sui reati ambientali e le frequentissime prescrizioni a seguito di riduzioni delle pene. Una situazione che minerebbe la tutela dell’Ambiente, aggravata da tagli al personale e alle risorse. —
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