Gioco
Una follonichese tra le 25 donne genio del mondo
Ceclia Laschi, professoressa di Bioingegneria al Sant’Anna di Pisa, ha vinto il premio Fendi con il suo Octopus robot
FOLLONICA. Tentacoli e bracci meccanici uniti insieme per dare vita all’avanguardia: la meccanica soft, di cui la follonichese Cecilia Laschi è una pioniera, in dieci anni ha portato a risultati incredibili.
Proprio per questo motivo, per l’importanza che la ricerca della follonichese sta avendo nel mondo della biomedicina e non solo, la fondazione Fendi, organizzatrice del Festival dei Due Mondi di Spoleto, ha deciso di consegnare a Laschi, professoressa di Bioingegneria industriale all’istituto di biorobotica della scuola superiore Sant’Anna di Pisa e alla collega Barbara Mazzolai, direttrice del Centro di Micro-Bio-Robotica dell’istituto italiano di Tecnologia (Iit) di Pontedera, un premio del valore di 30mila euro da destinare ai rispettivi istituti.
Il premio è indirizzato allo sviluppo della sostenibilità del soft robot a basso impatto ambientale e allo sviluppo della robotica plantoide, ovvero quella che simula le radici di una pianta. La premiazione avverrà domenica mattina in occasione dell’inaugurazione del festival di Orvieto.
Non solo: Laschi e Mazzolai sono entrambe state inserite nella classifica stilata da Robohub, la maggiore comunità scientifica internazionale che riunisce gli esperti di robotica, tra le 25 donne più geniali al mondo che hanno dato un contributo decisivo alla robotica.
«Con il premio in denaro che andrà all’istituto Sant’Anna – afferma Cecilia Laschi – prenderemo una persona, un giovane ricercatore ad inizio carriera che voglia fare ricerca sui nuovi materiali biodegradabili, in modo da costruire robot più sostenibili».
La Robotica soft è quel ramo della robotica impegnato a mettere a punto una nuova generazione di robot utilizzando materiali morbidi come la gomma o i siliconi. Octopus, realizzato da Cecilia, è il primo robot soffice ispirato alla destrezza del polpo, nato nei laboratori dell’Istituto di Biorobotica della scuola superiore Sant’Anna di Pisa. Una vera e propria rivoluzione.
«La robotica soft esiste da una decina di anni e con Barbara Mazzolai abbiamo iniziato questo progetto un po ’strano, una sfida interessante: studiare il polpo come modello della robotica, una contraddizione in termini – spiega Cecilia – Abbiamo capito alcuni principi dell’animale e della sua struttura muscolare e alcuni di questi principi siamo riusciti a riprodurli in robotica. Un’applicazione che ha avuto grande successo nel mondo della ricerca: oggi in tanti si sono avvicinati a questo mondo e ne è nata una comunità che studia le possibili applicazioni. Oggi al robotica soft è cresciuta – conclude la scienziata – e le sue applicazioni sono molto apprezzate soprattutto in medicina». —
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