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Pini al Belagaio, Limatola all’attacco «Ora si proceda alla piantumazione»
Il sindaco di Roccastrada contro il taglio degli alberi Contestato il periodo scelto e i macchinari utilizzati
Il Comune di Roccastrada condivide le preoccupazioni per il taglio della vegetazione in Val di Farma e chiede che vengano effettuati interventi di compensazione. Si smarca, dunque, il sindaco Francesco Limatola rispetto a chi aveva spiegato e difeso l’intervento di taglio della pineta (e di altre piante) al Belagaio. «Condivido – attacca il primo cittadino – le osservazioni e le preoccupazioni espresse da vari soggetti del territorio sulla vicenda legata al “cosiddetto” taglio del bosco in Val di Farma e confermo che il tema sarà oggetto (oggi) di una specifica discussione in consiglio comunale».
«Le preoccupazioni delle associazioni e dell’opposizione consiliare sono anche le nostre – queste le parole di Limatola – tanto è vero che fin da subito ci siamo attivati per vedere le “carte” e per capire se quanto fatto fosse in regola con le norme e i regolamenti. Non solo. Vorremmo anche capire se le eventuali problematiche sollevate siano prevenibili in futuro e, nel caso specifico, se sia il caso di valutare possibili interventi compensativi a vantaggio della riserva naturale».
Questa tipologia di tagli, contemplati nel Piano di gestione forestale vigente, approvato insieme alle valutazioni ambientali previste dalla legge per i siti di Natura 2000, viene autorizzata dall’Unione dei Comuni delle Colline Metallifere su delega della Regione Toscana.
Il taglio al Belagaio ha interessato circa 28 ettari di fustaia di pino marittimo con sottostante sottobosco di macchia mediterranea, ed era finalizzato al miglioramento delle condizioni di vegetazione delle piante di sughera presenti, che soffrono la concorrenza delle specie della macchia mediterranea e dei pini, molti dei quali morti in piedi. Altri due ettari sono stati sottoposti a taglio ceduo con lo scopo del ripristino di un sano castagneto da frutto. L’obiettivo dell’intervento (così dicono le autorizzazioni) è quello di realizzare azioni per il miglioramento dei boschi e la prevenzione degli incendi, favorendo nel contempo lo sviluppo della pianta della sughera, che notoriamente è specie più resistente al passaggio del fuoco, e di altre latifoglie a discapito di specie come il pino marittimo e dei castagneti ormai secchi, molto più soggetti a problemi legati all’incendio. «Dobbiamo purtroppo constatare – prosegue il sindaco Francesco Limatola – come le operazioni di taglio effettuate, abbiano mostrato diverse problematiche, tra cui la principale legata alla scelta del periodo per effettuarle che non è quello più adatto per la fauna la quale, da aprile a agosto, non dovrebbe essere disturbata. Le macchine utilizzate, inoltre, hanno dimensioni che contrastano con la fragilità ecologica del luogo, in particolar modo dopo le ingenti piogge che ci sono state in primavera (le cui acque di dilavamento sarebbe stato opportuno regimare anche durante i lavori). Il taglio dei pini più grandi, inoltre, ha causato danni correlati, in quanto nella caduta al suolo, e durante le operazioni di esbosco, è stato danneggiato il sottobosco per molti metri quadrati». Danni che forse potevano essere evitati facendo piccoli interventi. In questo quadro il Comune di Roccastrada ritiene che occorra valutare e attuare alcune azioni compensative a vantaggio della riserva naturale, come per esempio la messa a dimora di un congruo numero di giovani sughere o altri interventi di recupero dell’area naturalistica. Limatola propone infine un tavolo, stavolta sui piani di gestione e sulla loro attuazione, aperto a tutti gli attori del bosco, rendendo possibile ai cittadini (come associazioni, comitati, etc.) la possibilità di intervenire. –
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