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La variante Casalone anticipa le tappe Arriva in consiglio già prima della Vas

Francesca Ferri
La variante Casalone anticipa le tappe Arriva in consiglio già prima della Vas

La previsione di 240 appartamenti in via Sordi sarà discussa domani in commissione in vista dell’assise del 5 luglio

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L’amministrazione comunale accelera i tempi sulla variante Casalone e, ancor prima di conoscere l’esito della Valutazione ambientale strategica (Vas), che potrebbe sì approvare ma anche bocciare la previsione urbanistica, si prepara ad approvare l’intervento da 240 appartamenti in un’area verde vincolata da 169mila mq tra via Sordi e la ferrovia. Sono infatti all’ordine del giorno della commissione urbanistica di domani cinque varianti al regolamento urbanistico, tra le quali, appunto, quella del Casalone che ha fatto molto discutere negli ultimi mesi.

Alla proposta di variante l’amministrazione Vivarelli Colonna ha risposto in maniera positiva. Secondo il Comune ci sarebbe bisogno di nuove case in città, i cantieri porterebbero un giro d’affari stimato in diversi milioni di euro e si creerebbero posti di lavoro, seppur limitati al periodo si costruzione degli appartamenti.

Secondo l’opposizione – Pd e Lista Mascagni – e secondo alcuni osservatori, invece, non ci sarebbe alcuna necessità di costruire nuovi appartamenti (il mercato immobiliare conferma che il settore è stagnante) ed è illogico prevedere un intervento edilizio così importante con una variante alla vigilia dell’inizio dei lavori per il nuovo piano operativo, lo strumento di pianificazione del territorio che sostituirà il regolamento urbanistico. Ma, soprattutto, l’opposizione contesta il nuovo consumo di suolo: perché togliere spazi al verde e alla campagna quando in città ci sono molte zone che potrebbero essere riqualificate? E perché adottare una linea così in contrasto con la direzione che la Regione Toscana ha adottato già da tempo con un piano del paesaggio che a breve vieterà il consumo di suolo?

Il nodo della questione è proprio in quel “a breve”. A novembre si chiude infatti la finestra temporale aperta dalla Regione per derogare alla legge urbanistica toscana – la 65 del 2014 – che impedisce di costruire appartamenti fuori dal margine urbano secondo il principio di conservazione del suolo. Pochi mesi ancora, dunque. Forse non abbastanza perché la commissione Vas possa giungere a una conclusione.

La Vas, ovvero Valutazione ambientale strategica, è un procedimento che serve a misurare l’impatto ambientale di un intervento. In questo caso il complesso residenziale previsto avrebbe una superficie edificabile di 20mila mq per un insediamento di 817 abitanti virtuali.

A fine maggio la commissione tecnica di Vas _ composta da architetti e geometri, dipendenti comunali e professionisti esterni _ e, in particolare, i tecnici della Regione, hanno sollevato diverse perplessità sul documento preliminare inviato dal Comune. In particolare hanno ritenuto «parziali» le valutazioni degli effetti del nuovo insediamento «in quanto limitate alla sola area oggetto dell’intervento e non comprensive degli effetti cumulativi» sulla viabilità limitrofa, per esempio, e sugli insediamenti che già ci sono. Sono stati richiesti anche approfondimenti sul rischio idraulico e sulla pericolosità geomorfologica.

Dubbi anche sul fatto che la nuova previsione venga valutata adesso che il regolamento urbanistico è in scadenza; secondo i tecnici della Regione sarebbe stato opportuno valutare le nuove previsioni nel nuovo piano operativo.

«Il Comune ha pronto il nuovo documento ambientale che, siamo certi, risponde a tutti i punti sollevati dalla commissione di Vas – spiega l’assessore all’urbanistica Fabrizio Rossi (Fratelli d’Italia) –. Lo alleghiamo alla variante e lo portiamo in consiglio comunale, come è previsto dalla legge regionale 65 del 2014. L’impatto ambientale, a nostro avviso, è di poco conto». E cosa succederà se la Vas dovesse essere negativa? «Perché dovrebbe esserlo? Qualcuno vuole gufare?», risponde Rossi.

La pensano diversamente Pd e Lista Mascagni. «La nostra contrarietà rispetto alle due varianti, Casalone e via Scansanese l’abbiamo già esplicitata quando ci accorgemmo che c’era una procedura di Vas – dice Lorenzo Mascagni, capogruppo del Pd in consiglio comunale – e la ribadiamo. Non c’è bisogno di questi due interventi di natura residenziale e commerciale. Stupisce poi che due interventi così rilevanti vengano disposti con una variante, al di fuori dell’ambito della pianificazione urbanistica. Insomma, in fretta e furia». E, in particolare, sulla variante Casalone, «sono sorpreso – aggiunge Mascagni – che, essendoci un procedimento di Vas in corso non se ne attendano gli esiti. Si chiede al consiglio comunale di valutare un intervento rispetto al quale non si sa cosa deciderà la commissione Vas, che potrebbe vanificare ogni decisione. È molto strano che non si sia aspettato la fine del procedimento di Vas». Il primo consiglio comunale in cui la variante potrebbe essere discussa è quello del 5 luglio. —



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