Il dolore
L’acquedotto rurale al Comune per due anni Il problema perdite
ORBETELLO. Il Comune di Orbetello ha acquisito l’acquedotto rurale di Polverosa. Si chiude così un iter che stava andando avanti da anni.
L’acquedotto sarà in carico al Comune per due anni – così prevede la procedura – e poi passerà definitivamente in capo all’Acquedotto del Fiora. «Abbiamo avuto vari incontri con i consorziati – spiega il senatore e consigliere comunale Roberto Berardi – che ci hanno portato tutte le mappe delle tubazioni. Sono state fatte tutte le operazioni richieste perché possa avvenire il passaggio, fra cui una delle principali è stata quella di mettere i contatori fuori dalle abitazioni in modo che l’incaricato del Fiora che va a controllare non entra nella proprietà. È stato fatto anche – aggiunge Berardi – rilievo delle perdite. L’impianto è stato diviso in sezioni per valutare le perdite».
Il problema dell’acquedotto rurale erano infatti le perdite dato che l’acquedotto acquisisce solo condotte a norma. Nel caso degli acquedotti rurali si tratta invece di lunghe condotte che passano nei campi dove a volte difficilmente vengono individuate le perdite. Questo portava 100 famiglie della zona di Polverosa a pagare costi molto elevati per il consumo dell’acqua.
«Una volta limitate le perdite – spiega ancora il consigliere – il Fiora dà il benestare all’impianto e ora c’è un tempo di due anni prima che arrivi la completa gestione del Fiora. In questi due anni i lavori di riparazione saranno a carico dei consorziati ma da ora in avanti le letture saranno prese al contatore di casa. Ringrazio il Fiora, con Emilio Landi e Piero Ferrari, Paolo Tommasi del consorzio rurale di Polverosa e tutti i consorziati che si sono spesi e hanno collaborato sopportando per anni una situazione non facile».
Berardi ricorda come questa sia una acquisizione importante che aprirà la breccia alla soluzione di molte altre situazioni simili.
Soddifazione è stata espressa dal sindaco Andrea Casamenti: «Abbiamo dato una risposta concreta a 100 famiglie che aspettavano da nove anni». — I.A.
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