Sicurezza
Falso post sullo squalo. L’esperto: "Evitare gli allarmismi inutili"
"Squalo Mako sul golfo di Follonica" è il post che ha subito suscitato la curiosità di molti che in questi giorni hanno iniziato a preoccuparsi per la presenza dell’animale
FOLLONICA. La foto mostra uno squalo Mako evidentemente morto, macchiato di sangue e con la bocca spalancata. «Squalo Mako sul golfo di Follonica» è il post che ha subito suscitato la curiosità di molti che in questi giorni hanno iniziato a preoccuparsi per la presenza dell’animale. È bastato poco per capire che si trattava di una bufala, una notizia costruita ad arte per creare stupore. La foto sembra essere stata comunque scattata circa un anno e mezzo fa da un pescatore del golfo che ha trovato il pesce al largo.
Il Tirreno si è rivolto a un esperto, il dottor Primo Micarelli, biologo marino e fondatore del Centro Studi Squali di Valpiana.
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Quanto è comune trovare lo squalo Mako nelle acque del golfo di Follonica?
«Il Mako è una specie presente nel Mediterraneo – spiega lui – e anche se non particolarmente rada, la popolazione negli ultimi anni si è ridotta di più del 90%. Sono due le specie presenti nel Mediterraneo, il Mako pinna lunga, l’Isurus paucus, come quello della foto girata sul web, e il pinna corta, l’Isurus oxyrinchus che si trova lungo le coste del Nord Africa. Solitamente si trovano al largo ed è insolito che si avvicinino alle coste. Possono raggiungere anche i 3 metri o 3 metri e mezzo di lunghezza e vengono pescati anche per fini alimentari. Le due specie sono due delle 48 specie di squali presenti nel Mediterraneo fanno e parte dei Lamniformes, parenti del bianco. Ci sono sempre stati, sono tipici del mare Mediterraneo».
È pericoloso entrare in contatto con i Mako?
«Non sono squali particolarmente pericolosi ma in situazioni di frenesia alimentare possono attaccare. Sono frequenti anche uscite in mare subacquee alle Azzorre dove ci si immerge con i Mako per osservarli da vicino e non si verificano casi di attacco. Questo se gli operatori si comportano nel modo giusto: se si butta sangue in acqua l’animale va in frenesia alimentare e inizia a mordere. I Mako restano potenzialmente pericolosi, anche se non si riportano casi di attacco».
È preoccupante la loro presenza?
«Non è preoccupante la loro presenza, anzi, è preoccupante il calo della loro presenza. Sia il Mako pinne lunghe che il pinne corte si sono ridotti tantissimo nell’ultimo secolo e sono specie a rischio. Si dovrebbero evitare annunci fasulli e inutili allarmismi su un gruppo animale che sta lentamente ma inesorabilmente estinguendosi dai mari più di quanto si immagini».
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