Sicurezza
È latitante da mesi ma vive al Giglio Finisce in carcere
Il trentacinquenne albanese era ricercato dalle autorità del Belgio per associazione a delinquere: il blitz degli agenti della squadra mobile
isola del giglio. La polizia belga lo cercava in tutta Europa ma i sospetti che fosse in Italia erano forti e così gli uomini della squadra mobile sono riusciti a rintracciare, dopo mesi di indagini, un latitante che da tempo aveva fatto perdere le proprie tracce.
L’uomo, un albanese di 35 anni era stato coinvolto in un’indagine per associazione a delinquere e per reati contro il patrimonio. La polizia belga, aveva forti sospetti che l’albanese avesse trovato rifugio in Italia.
L’informazione era giusta: il trentacinquenne da mesi viveva all’isola del Giglio, doveva aveva preso una casa in affitto.
Gli uomini della squadra mobile di Grosseto si è messa subito al lavoro, scoprendo quale fosse il buen retiro del ricercato: l’isola del Giglio appunto, con il suo mare cristallino e con la sua gente cordiale e disponibile.
Sabato pomeriggio è scattato il blitz: a bordo di una motovedetta della sezione operativa navale della guardia di finanza di Porto Santo Stefano, gli uomini della squadra mobile sono ripartiti dal Giglio con il trentacinquenne che è stato accompagnato sulla terra ferma.
Gli uomini della squadra mobile hanno infatti seguito i movimenti del latitante sull’isola nei giorni precedenti all’arresto: sabato pomeriggio l’uomo è stato individuato nell’abitazione che aveva preso in affitto, dove viveva ormai da alcuni mesi sperando così di essere riuscito a sfuggire alla cattura.
Il trentacinquenne albanese è così finito nel carcere di via Saffi dopo essere stato accompagnato da poliziotti e finanzieri con la motovedetta fino a Porto Santo Stefano e poi trasferito in città.
Ora è in carcere in attesa dell’estradizione in Belgio, paese dov’era ricercato. —
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