Il Tirreno

Grosseto

la protesta 

Strade colabrodo Danni alle biciclette e pericolo costante

Fiora Bonelli

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seggiano. Una viabilità che ricorda le carrarecce antiche percorse dai somari e dai muli che andavano a far legna in montagna. In Amiata strade ridotte a colabrodo, con buche, perdita di asfalto, dislivelli, frane. Pericoli in agguato per automobili, motociclette e biciclette. Strade logorate che scoraggiano un turismo d’ambiente e sportivo e mettono a dura prova i mezzi di trasporto di chi per lavoro o svago le percorre.

È in una delle strade che portano verso la parte alta della montagna che Roberto Bartoli, un commerciante di Castel del Piano che da anni pratica lo sport della bicicletta, ha avuto un danno di oltre 500 euro a un cerchione del suo mezzo (nella foto). Ma è l’ultimo episodio di una serie di cadute, di danni, di rischi per chi sceglie di passare per quelle strade.

«L’incidente mi è accaduto nella strada della Pescina che è a dir poco una vergogna – sbotta Bartoli – pericolosa e insidiosa, come d’altra parte sono tutte le strade che dai paesi del cono amiatino portano nella parte alta della montagna. Tempo fa un amico ciclista ci si è rotto il femore e io per fortuna solo il cerchione. Ma sono centinaia di euro di danni di cui sto valutando di chiedere conto a chi di dovere. La strada della Pescina è uno dei tanti esempi, ma potrei citare quella della Fonte delle Monache e quella che da Castel del Piano va alle Macinaie. Tutte un disastro. Condizioni improponibili come quelle, d’altra parte che dalle Aiole portano verso Roccalbegna e soprattutto da Roccalbegna a Scansano».

«E in particolare adesso – ci tiene ad aggiunge Bartoli – che in montagna si stanno effettuando molti tagli e le strade vengono percorse da mezzi pesanti, la situazione è esplosa. Tanto è vero che la strada della Pescina che era stata parzialmente risistemata è di nuovo in uno stato da fare spavento. Lavoro sprecato tutto ciò che era stato fatto». La strada era stata ripristinata dopo molte segnalazioni arrivate sia dalla maggioranza dell’amministrazione comunale di Seggiano che dalla minoranza. «E così si vorrebbe incrementare il turismo? – si chiede Bartoli – chiunque venga da noi una volta, è sicuro che la seconda non ci torna. Una viabilità decente è il primo strumento per un turismo possibile, in particolare quello sportivo legato alle biciclette che oggi andrebbero per la maggiore e alle motociclette. Gli organizzatori del giro d’Italia Under 23 hanno detto che la nostra faggeta è meravigliosa. Ma noi non la possiamo sfruttare perché la circolazione è impossibile. Chiediamo alla Provincia un sopralluogo e un incontro con i responsabili». — Fiora Bonelli

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