Gioco
I Cobas fanno quadrato intorno al prof: la dirigente gli ha negato i permessi
Ieri la protesta sotto le finestre della scuola. L’uomo aveva chiesto di potersi assentare ma avrebbe dovuto trovare un sostituto per i due giorni
follonica. Due punti di vista diametralmente opposti quello della dirigente Anna Rita Borelli dell’istituto superiore di Follonica e quello del professor Pietro, che, per questioni privacy, preferisce omettere il suo cognome.
Il docente, rsu Cobas, a maggio scorso ha chiesto due giorni di permesso per assentarsi, una richiesta ovviamente legittima e prevista all’interno del suo contratto. Di fronte alla domanda, «come da prassi – spiega la dirigente – è stato chiesto al professore di trovare un sostituto per i giorni in cui sarebbe mancato». Ed è proprio su questa prassi che si è acceso lo scontro: da una parte il professore, appoggiato dai Cobas, sostiene che, da contratto, non è tenuto in nessun modo a trovare un sostituto, e, dall’altra, la preside, la quale sostiene che il trovare il sostituto sia una condizione necessaria per poter ottenere i giorni di permesso. Di fronte alla negazione del permesso il professore è comunque mancato da scuola e, in sua difesa, è intervenuto il sindacato che ieri mattina ha manifestato sotto alla finestra della dirigente scolastica mentre all’interno della presidenza si stava svolgendo un incontro tra le parti in causa.
All’incontro ha partecipato anche Giuseppe Follino dei Cobas: «I tre giorni di permesso previsti nel contratto non sono soggetti a discrezionalità della preside – dice Follino – la norma prevede una presa d’atto da parte del dirigente e non la discrezionalità sul concedere o meno i giorni. Abbiamo quindi chiesto la sospensione della procedura disciplinare – procedura che la preside afferma di non aver assolutamente elaborato – Inoltre abbiamo invitato la dirigente a chiedere al Ministero di interpretare il punto normativo in questione. Ci sono già sentenze di vari tribunali sulla questione – continua Follino – e tutti hanno sempre visto le amministrazioni soccombere».
La preside nei confronti del professore ha presentato una contestazione di addebito, ovvero l’azione che precede il provvedimento disciplinare e nella quale si invita il docente a presentare una memoria scritta dell’accaduto: «Siamo nella fase istruttoria, nulla è stato fatto – dice la dirigente – manifestare sotto la scuola in questo momento ritengo che sia intimidatorio. Inoltre – continua – i professori sono sì tenuti ad avere fino a sei giorni di ferie ma purché abbiano dei sostituti. Questo perché ciò deve avvenire senza oneri per l’amministrazione. Seguo l’articolo 13 del contratto: la prassi è trovare un collega che ti sostituisca. Quindi quando parlo di prassi comune, dei docenti che cercano i sostituti, intendo sempre sulla base del contratto nazionale. L’articolo 15, invece fa riferimento con ogni evidenza ad eventi imprevisti che non consentono di trovarsi i sostituti». —
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