Gioco
Invasione di farfalle dalle spiagge ai centri abitati
Fino a poco tempo fa erano “bruchi pelosi” che hanno defoliato boschi interi. Ora sono diventati adulti e volano ovunque. L’esperto: «Un fatto naturale»
GROSSETO. C’è qualcosa di bianco in Maremma. Sono farfalle. In numero esponenziale. Sono Lymantrie: solo poco fa erano bruchi. Tutta la Maremma ne è invasa e la situazione che per alcuni è addirittura poetica, per altri è fastidiosa.
I lepidotteri, arrivati fin sulla spiaggia, come a Talamone per esempio, o a Castiglione della Pescaia, Marina di Grosseto, Principina e Albinia e Alberese (ma il fenomeno da tempo è segnalato all’isola d’Elba), hanno costretto nei giorni scorsi molti bagnanti a darsi alla fuga.
Entrano nelle borse, si nascondono negli asciugamani, nelle orecchie e nei capelli, scoraggiando che vuol stare tranquillo a prendersi la prima tintarella. Ma la Lymantria dispar non si trova solo al mare: anche Grosseto ne è invasa e in molti punti della città, da Gorarella al Casalone e in centro, sciami di farfalle volteggiano indisturbate: nelle periferie, ma anche fra i palazzi e in pieno centro. E da Grosseto verso Rispescia e poi San Martino, Scansano, Manciano, Magliano, Murci, in tutto l’entroterra fino a quando si comincia a salire in Amiata, nugoli di farfalle per strada, nelle macchie, nelle campagne coltivate. Svolazzano attorno alle grandi querce che hanno divorato quando erano bruchi, si aggirano nei frutteti ormai spogli di foglie, si annidano ovunque, in cerca di un luogo dove deporre le uova che poi torneranno ad essere bruchi.
La Lymantria, o bombice dispari, è un “lepidottero polifago” capace di distruggere boschi interi: di acero, di faggio, di olmo, di tiglio, di platano e soprattutto di quercia. Ma ama anche gli alberi da frutto di ogni tipo, e le siepi di biancospino e di rosa canina. Passa e distrugge, ed è capace di defoliare intere foreste, ed è considerato, in questo senso, una delle 100 specie più invasive e dannose al mondo.
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Delle foglie si nutre allo stato larvale, fino a che, a giugno– luglio diventa farfalla. È un lepidottero che fa parte dell’ecosistema naturale, ma quest’anno c’è stata un’esplosione vera e propria: «La pullulazione della Lymantria – spiega l’entomologo Francesco Croci docente all’Università di Firenze e spesso in Maremma per lavoro – significa che la Lymantria ha completato il suo sviluppo e si è fatta farfalla. L’esplosione demografica a cui assistiamo quest’anno si verifica come manifestazione normale, ogni cinque-dieci anni. Le motivazioni possono stare nelle peculiarità del clima, in fattori ambientali e in altre questioni che possono riguardare, ad esempio, la fertilità delle femmine. La Lymantria è in grado di defoliare boschi interi. Ma è un fatto naturale. Va considerato che a fronte del danno portato agli alberi- dice il docente - di contro il terreno ci guadagna, perché viene concimato da ciò che cade a terra, frammenti di foglie ed escrementi. Oltretutto la Lymantria non è pericolosa per l’uomo, né i bruchi né le farfalle pungono».
Eppure, nonostante il fenomeno faccia parte di un ciclo naturale, gli alberi aggrediti faticano a riprendersi e conoscono una fase di stress: «E oltre tutto – aggiunge lo studioso – con la siccità di quest’anno, le piante aggredite faranno fatica a riacquistare vigore». —
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