Il Tirreno

Grosseto

A Poggio L’Apparita la qualità è di casa

– L. S.

Sangiovese e vini affinati in legno: due le linee produttive per diecimila litri destinati anche al mercato di nicchia 

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PAGANICO. Si apre con l’Azienda Poggio L’Apparita di Paganico, la seconda tappa del viaggio del Tirreno nelle aziende vitivinicole del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana. Di proprietà della famiglia Ropolo-Rocci, Poggio L’Apparita a è situata sulle colline dell’entroterra maremmano, a 20 chilometri da Grosseto, nel comune di Civitella Paganico. Si estende per 20 ettari, di cui una selezionatissima porzione – 1, 5 ettari – è dedicata ai vigneti. Il resto del terreno è destinato alla produzione di grani antichi, soprattutto l’ormai celebre “Senator Cappelli”. Per la rilevanza storica e paesaggistica, l’intera estensione aziendale è sotto la tutela dei Beni Ambientali delle Provincie di Siena e Grosseto.

Due le linee produttive: la prima comprende vini da sangiovese in purezza (San Gio’Bianco Igt, San Michele n° 3 Rosato Doc, San Gio’Doc) e la seconda vini affinati in legno (San Michele Doc, il vino di punta dell’azienda; Syrah Doc; San Gio’Docg, N°5 Doc, N°6 Doc). Nelle annate migliori, la produzione si aggira su 10-11 mila litri, per circa 10 mila bottiglie, destinate parte al mercato locale, parte al mercato di nicchia italiano. L’azienda è socia del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, nato nel 2014, dopo il conferimento della Doc, per promuovere la qualità dei suoi vini e garantire il rispetto delle norme di produzione previste dal disciplinare, oltre a dedicarsi alla tutela del marchio e all’assistenza sulle normative che regolano il settore. Ne fanno parte 313 aziende di cui 90 “verticali” – che vinificano le proprie uve e imbottigliano i propri vini – per una produzione totale annua di circa 6 milioni di bottiglie. Il Consorzio, dal 2018 sotto la guida di Francesco Mazzei, opera nell’intera provincia di Grosseto. La Doc Maremma Toscana si conferma al quarto posto tra le Dop toscane, per superficie vitata, dopo Chianti, Chianti Classico e Brunello. – L. S.

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