Il Tirreno

Grosseto

Il modello sole & mare sta perdendo inesorabilmente appeal

massimiliano frascino

La verità certificata dal Rapporto Irpet dipinge un quadro impietoso dell’economia maremmana del turismo. Mentre avanza inesorabile AirBnb 

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L’ANALISI

massimiliano

frascino

Nel 2018 la Toscana turistica va come un treno (arrivi +4,5%, presenze +3,8%), ma i vagoni di coda si sono staccati. In particolare quelli della costa (arrivi +2,3%, presenze +0,02%).

Pur nel solco del trend positivo di crescita degli ultimi anni, la fiammata del 2017 è stata un fuoco fatuo: quell’anno gli attentati terroristici hanno portato in Italia un sacco di stranieri, frenando l’espatrio degli Italiani. Ma già nel 2018 c’è stato un ritorno alle destinazioni di Tunisia, Marocco, Grecia e Turchia. Con la parallela crescita costante di Croazia, Slovenia, Bulgaria, Albania, Macedonia. E quest’anno l’attesa è di un consolidamento della tendenza.

La verità brutale certificata dal Rapporto sul turismo in Toscana appena pubblicato dall’Irpet, è che il turismo del Granducato è a trazione città d’arte, con un protagonismo crescente delle aree rurali – Firenze e dintorni in dieci anni hanno guadagnato il 50,8% di presenze – mentre il modello sole&mare del turismo balneare classico sta inesorabilmente perdendo appeal. E dopo Massa Carrara, la provincia più in difficoltà è proprio quella di Grosseto.

Guardare ai numeri del 2018 sul 2017 è un’illusione ottica. I due ambiti turistici costieri Maremma Area Nord e Sud hanno performance opposte: -0,1% di presenze il primo, + 3% il secondo. Uno è stagnante, l’altro è cresciuto meno della media regionale. Non bene nemmeno in provincia di Livorno: la Costa degli Etruschi perde lo 0,6% di presenze, l’Isola d’Elba l’1,3%. Illusione ottica, tuttavia, perché come sottolinea l’Irpet il dato da tenere sott’occhio è quello di medio periodo: e se il livornese in dieci anni, dal 2009 al 2018, ha complessivamente accresciuto le presenze turistiche del 12,2% - con un rotondo +30% del turismo straniero – la Maremma Toscana ha fatto uno striminzito +0,9%. Ovverosia una destinazione stagnante in un mercato turistico nazionale dinamico, nel cui contesto la Toscana cresce più dell’Italia.

Al netto di enclave virtuose come Castiglione della Pescaia, o dell’Argentario, che capitalizza la vicinanza con Roma, i deficit del turismo maremmano sono sempre i soliti e col passare degli anni le cose peggiorano. Disequilibrio nel rapporto qualità/prezzo, collegamenti stradali patetici per un mercato turistico in cui è sempre più facile raggiungere destinazioni a medio raggio, programmazione troppo frammentata degli eventi.

Ma soprattutto un modello di business del turismo balneare che non è più competitivo. Perché la formula mare+sole+struscio serale si trova oramai su tutte le sponde del Mediterraneo, a prezzi decisamente più bassi.

In provincia di Grosseto, poi, c’è un problema aggiuntivo alquanto serio: il grosso dei vacanzieri sono italiani, molto più di quanto non avvenga in altre zone della regione con la stessa vocazione turistica balneare. Qui la componente straniera oscilla intorno al 20% del totale. Troppo pochi nell’ambito di una congiuntura che da anni vede ridursi il potere d’acquisto delle famiglie del Belpaese.

Infine, un’ultima destabilizzante considerazione. La società livornese Simurg Ricerche, che effettua analisi socioeconomiche, ha elaborato una stima di massima della presenza nel grossetano di appartamenti affittati con la formula dell’home sharing. Solo quelli riconducibili ad AirBnb e Homeaway sono 7.822, con 39.110 posti letto e 4.282.545 presenze ipotizzate nel 2018.

Nelle 2.085 strutture ricettive ufficiali – dagli alberghi ai residence fino ai campeggi – invece, ci sono 100.484 posti letto per 5.819.540 pernottamenti nel 2018. I due modelli di ricettività hanno costi gestionali, standard qualitativi e margini di profitto diversi e confliggenti. Finora si pensava che l’home sharing in Maremma fosse residuale, ma non è così.

Parafrasando l’allunaggio abortito di Apollo XIII: Houston abbiamo un problema. —



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