Sicurezza
Da Montepiano alla Maremma E la ditta divenne un impero
Il fondatore aveva vinto un’asta dell’Unrra ed era stato incaricato di distribuire stoffe e filati. Aveva inventato il sistema porta a porta
GROSSETO. Negli anni Settanta la Maremma era conosciuta in tutta Italia, anche e soprattutto per la Paoletti. Angiolo, il fondatore – classe 1912 – era partito giovanissimo da Vernio, nell’appennino pratese. Poco più che quindicenne aveva iniziato a vendere a rate, alle famiglie dei boscaioli, stoffe e scampoli. Un’attività che i Paoletti avevano sempre svolto, fin dal 1.600. I cenci li trasportava sui basti con quattro muli.
Fece tanta strada, Angiolo. Tanta, per uno che aveva soltanto la quinta elementare. Come Paoletti fosse arrivato in Maremma lo sanno in pochi. Domenica, a Il Tirreno, è stato raccontato anche questo aneddoto. Dopo la Seconda guerra mondiale, Angiolo Paoletti vinse l’asta dell’Unrra, un’organizzazione internazionale con sede a Washington, nata per assistere economicamente i Paesi usciti danneggiati dalla seconda guerra mondiale. Doveva distribuire stoffe e filati in provincia di Grosseto, centinaia di migliaia di telerie. E così da Montepiano si trasferì in Maremma, dove nacque il suo impero. Dai macchinari della Paoletti, negli anni a venire, uscirono trapunte, vestaglie, lenzuoli, tovagliati, biancheria intima di qualità.
Fu così che Angiolo diventò un big dell’industria italiana. La fabbrica di Castiglione della Pescaia, 35 mila metri quadrati coperti, 600 macchine operatrici a ciclo programmato, in una parte della quale sono da qualche anno situati la sede e gli uffici del municipio, era un’avanguardia in Italia e in Europa, presa a modello anche da realtà produttive più blasonate. —
G. B.
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