Il Tirreno

Grosseto

colloqui tra le società 

Business terme «Tra Montecatini e Saturnia trattativa in corso»

David Meccoli

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montecatini. Non si sono mai interrotti i canali della trattativa con Saturnia. Campagna elettorale e cambio della guardia in Comune a Montecatini hanno forse rallentato i colloqui, ma la società proprietaria del complesso maremmano non ha fatto alcun passo indietro e l’interesse verso le Terme di Montecatini resta intatto. È quanto spiega l’amministratore unico dell’azienda pistoiese, Alessandro Michelotti, rivelando che il bilancio 2018 sarà approvato entro fine luglio e sarà (manco a dirlo) anche stavolta in rosso.

I negativi echi scatenatisi dopo l’inchiesta televisiva di Report rischiano di caratterizzare a lungo il dibattito sulle Terme, ma l’Au spiega che «il messaggio che si è voluto far passare non corrisponde alla realtà dei fatti», in quanto ha introdotto «elementi falsi che mettono a rischio il mantenimento delle cure termali nel Servizio sanitario nazionale». Tanti i punti contestati da Michelotti: dagli emungimenti dell’acqua termale sotterranea che a Montecatini non ci sarebbero (eliminando, di fatto, qualsiasi ipotesi di subsidenza, ovvero di rischi di spaccature nel terreno) alla validità degli effetti delle acque termali sulla salute («studi ne certificano i benefici sull’organismo»). E poi c’è il nodo “misuratori”, ovvero quegli apparecchi che specificano la portata dell’acqua termale. «Misurazioni manuali – spiega l’Au – le abbiamo sempre fatte, anche se ammetto che alcuni misuratori non sono in funzione, ma ci siamo già attivati in tal senso. Il problema, casomai, deriva dal fatto che, come mi hanno spiegato i tecnici, le nostre acque hanno caratteristiche tali da bruciare e rendere inutilizzabili tali apparecchiature in breve tempo». E parlando di “portata” è inevitabile tornare sull’interessamento di Saturnia per le Terme di Montecatini. In pratica il ragionamento è questo: se non viene misurata l’acqua emunta, come si fa a trattare con chi vorrebbe realizzare una piscina alle Leopoldine?

«Abbiamo già spiegato – specifica Michelotti – che di acqua termale ce n’è abbastanza. Certo, non quanta ne hanno a Saturnia, ma a sufficienza per far funzionare una piscina. Casomai i problemi, di natura economica, sorgono con la necessità di riscaldare adeguatamente l’acqua, e di questo stiamo parlando con la controparte».

Resta poi da risolvere l’incognita della nuova proprietà. Mesi fa Michelotti rivelò che Saturnia era interessata solo alla gestione di parte del complesso termale, laddove i lavori di completamento della piscina spetterebbero a un nuovo soggetto che acquisterebbe il “pacchetto” Terme e per questo si erano fatte le ipotesi di Inail e Invimit. «Ma tanti altri fondi d’investimento si sono fatti avanti negli ultimi tempi», conclude. –

David Meccoli

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