Il Tirreno

Grosseto

la polemica 

Cattivi odori «Si risolva o si passi alle vie legali»

G.S.

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follonica. «È necessario risolvere il problema delle emissioni odorigine del depuratore di Follonica ben prima dei trenta giorni promessi da acquedotto del Fiora», dice Danilo Baietti di Fratelli d’Italia. Per il consigliere follonichese «non è minimamente possibile pensare di poter arrivare in queste condizioni a luglio inoltrato, nel pieno della stagione turistica. Ciò vorrebbe dire accettare un danno di immagine alla città incalcolabile con ricadute in tutto il settore commerciale ed economico del golfo». Baietti afferma poi di aver appreso «con irritazione» le motivazioni relative ai cattivi odori.

Nei giorni scorsi acquedotto del Fiora aveva infatti spiegato che «per evitare il rischio di una esplosione della sezione, il digestore anaerobico è stato trasformato in una sezione di accumulo areato di fanghi. Proprio tale sezione, potrebbe essere all’origine delle emissioni odorigine avvertite in questi mesi dalla popolazione».

«Il sindaco quando afferma che fra trenta giorni, se il problema non fosse risolto, ricorrerà a tutti i mezzi necessari per tutelare i cittadini e l’immagine di Follonica – continua Baietti – ci lascia intendere (e spero sia così) che potrebbe avvalersi delle vie legali. Meglio sarebbe stato già attivarle queste vie legali, per due motivazioni: in primis l’amministrazione così facendo avrebbe messo maggiore pressione a Acquedotto del Fiora per rimediare al pregiudizio creato, in secundis per una non meno importante questione di merito, diciotto mesi sono stati già persi, con palesi danni all’immagine di Follonica». Della questione si è interessato anche un lettore del Tirreno, Stefano Mugnaini, che commenta: «Il Fiora confessa di aver taciuto i lavori sul digestore e il sindaco dichiara che non ne sapeva nulla. Il Fiora ha quindi eseguito i lavori, sicuramente da qualche anno, su un impianto che ha in gestione e senza autorizzazione dell’ente proprietario che non si è accorto di nulla per anni. Incredibile, eppure le proteste non sono mai mancate. I lavori – continua –sono stati fatti celermente per rischio di “esplosione”, così si legge, quindi a maggior ragione il Comune doveva essere messo a conoscenza e messe in atto le procedure per evitare rischi». E il follonichese si chiede: «in quale anno sono iniziati i lavori e quando sono terminati? Quale era il programma dei lavori previsti a seguito della demolizione della copertura e c’era almeno un progetto interno al Fiora? Perché quello che può essere fatto oggi in un mese e stato rimandato di anni? ». — G.S.

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