Il Tirreno

Grosseto

IL CALCIO in tribunale 

Aggressione a Vetrini Condannati i vertici della Sangiovannese

Enrico Giovannelli

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GAVORRANO. Dopo due anni e mezzo e sei udienze in tutto, il direttore generale del Gavorrano Filippo Vetrini ha avuto soddisfazione. Il giudice di pace di Arezzo Sergio Nicchi nell’udienza dello scorso martedì, ha condannato al risarcimento del danno e alle spese legali sostenute, Lorenzo Grazi e Gabriele Grazi all’epoca dei fatti rispettivamente presidente e vice presidente della Sangiovannese 1927 e Sauro Gosi l’addetto stampa del club (per le minacce), e Davide Bindi (per le lesioni procurate, l’unico individuato degli aggressori) tifoso della società sportiva aretina, che avevano a fine gennaio del 2016 minacciato e aggredito il dirigente minerario. Assolta invece la madre dei Grazi, Manuela Camaiani per il reato di minacce.

La vicenda all’epoca fece scalpore, sia in Maremma che nell’aretino. Vetrini infatti, la sera di lunedì 25 gennaio era stato invitato come ospite nella sede dell’emittente Valdarno Channel, alla trasmissione televisiva “Bordocampo”. All’uscita mentre stava tornando alla sua auto, il dirigente rossoblù fu affrontato in un parcheggio da quattro uomini, subendo una vera aggressione fisica, oltre alle minacce. Vetrini riportò in conseguenza delle lesioni subite, una prognosi di 12 giorni totali e sporse denuncia alla Procura della Repubblica di Arezzo.

All’udienza dello scorso 18 giugno, alla presenza dello stesso Filippo Vetrini nonché degli avvocati Lorenzo Maestrini (collaboratore dello Studio Legale Grassani e Associati di Bologna) e Linda Patrone del Foro di Bologna, si è giunti al tanto sperato epilogo con la condanna. Vetrini uscì molto scosso e turbato da quell’agguato, tanto che ebbe a dichiarare in quei giorni di voler abbandonare il calcio: l’aggressione sembrò preparata a tavolino, in “stile mafioso”, un atto da vigliacchi insomma contro un solo uomo, il direttore Vetrini appunto.

Proprio la domenica precedente il Gavorrano aveva espugnato lo stadio di San Giovanni (in rimonta) e c’erano state già delle scaramucce contro il direttore generale dei minerari, con parole grosse.

Il dg maremmano, aveva poi accettato l’invito a partecipare alla trasmissione tv, e aveva lasciato la sua auto poco distante dagli studi della zona industriale, vicino alla Gruccia a ridosso della strada Regionale 69, dove era stato riaccompagnato e dove subì le minacce e l’aggressione.— Enrico Giovannelli

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