Il Tirreno

Grosseto

isola di giannutri 

Rimessaggio tra i reperti, sigilli a Cala maestra

El. Gi.
Rimessaggio tra i reperti, sigilli a Cala maestra

Le Fiamme gialle scoprono una trentina di imbarcazioni in area con vincoli paesaggistici e archeologici: due denunce

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ISOLA DI GIANNUTRI. All’isola di Giannutri sono scattati i sigilli a Cala Maestra, angolo di paradiso dominato da un mare cristallino e da una cornice rocciosa, all’interno del Parco dell’arcipelago, nella parte settentrionale dell’isola.

Una trentina di imbarcazioni e attrezzature per rimessaggio nautico sono state trovate ancorate nella rada, tutelata da vincolo paesaggistico e archeologico, addossata al complesso monumentale di Villa Domizia; e non sono passate inosservate ai finanzieri della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Porto Santo Stefano.

Le fiamme gialle, in collaborazione con la Soprintendenza dei beni culturali di Firenze, appurato che l’area in questione è protetta da vincolo hanno individuato due responsabili, e li hanno segnalati all’autorità giudiziaria in violazione del “Codice dei beni Culturali e del Paesaggio”.

L’uso dell’area – in base alle indagini – è risultato incompatibile con il carattere storico e artistico del luogo, e potenzialmente rischioso per la conservazione dei presenti reperti di origine romana tutelati con decreto ministeriale del 14 dicembre 1959.

Le indagini – coordinate dalla Procura competente – hanno quindi condotto al sequestro preventivo dell’intera area, nella quale sono state trovate le decine di imbarcazioni adagiate su carrelli o supporti.

Tiene però a dire la sua Giuseppe Ferrante, una delle due persone ritenute responsabili dell’illecito, nonché uno dei 25 residenti di Giannutri.

«Dal 2005 – dice – ho preso in comodato d’uso gratuito dal proprietario questo spazio, che era sempre stato usato come ricovero per le barche fin dagli anni’70, un po’ alla rinfusa. Io lo presi per regolamentare l’utilizzo di quest’area, renderla più fruibile e responsabilizzare le persone. Non è cambiato niente, non abbiamo inquinato quest’area. Su quest’isola - dice il residente giannutrino - non esistono posti in cui tenere le barche». —

El. Gi.

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