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Raffica di certificati: 40 prof “disertano” gli esami, la dirigente scrive a docenti e medici

Francesca Ferri
Il cartello all'uscita di una scuola con l'indicazione degli esami di maturità (foto Ciurca)
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Il cartello all'uscita di una scuola con l'indicazione degli esami di maturità (foto Ciurca)

Buonfiglio richiama all’obbligo di accettare di far parte delle commissioni. Il presidente dell’Ordine: «Solo se ho prove posso sanzionare»

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GROSSETO. In altri tempi si sarebbe chiamata una “tirata d’orecchie”, usata per scrollare gli studenti svogliati o che accampavano scuse per non andare a scuola. Stavolta il “metodo” è solo figurato, ma non fa meno clamore.

La dirigente dell’ufficio scolastico provinciale (ex “provveditore”) Monica Buonfiglio scrive agli insegnanti, ai presidenti e commissari delle commissioni di maturità e all’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Grosseto. Quest’anno, infatti, una quarantina di insegnanti della provincia non ha risposto “presente” all’appello per esaminare i maturandi, ma ha mandato il certificato medico.

Il 17 giugno Buonfiglio ha scritto perciò una lettera «urgente» dove segnala che «anche quest’anno» l’ufficio scolastico è stato «costretto a provvedere a molteplici sostituzioni dei componenti le commissioni», ricorda che «la partecipazione ai lavori delle commissioni rientra tra gli obblighi» di dirigenti e insegnanti e che «non è possibile rifiutare l’incarico o lasciarlo, salvo nei casi di legittimo impedimento per motivi che devono essere documentati e accertati». Richiama anche all’obbligo per il personale di restare a disposizione della scuola fino al 30 giugno.

In modo esplicito non viene mai detto, ma il contenuto della lettera è fin troppo chiaro: un così alto numero di certificati medici fa sospettare che qualcuno abbia lamentato disturbi e malattie forse non così invalidanti (o forse proprio del tutto assenti). Alla fine si sono trovati dei sostituti, ma dalla vicenda non esce un bel segnale e sui social si discute.

I sindacati della scuola, tuttavia, ridimensionano il quadro. «Abbiamo incontrato la dirigente martedì, ci ha detto di circa 40 insegnanti che hanno mandato il certificato, ma il problema è stato risolto», dice Giuseppe Follino, Cobas scuola, lui stesso impegnato in commissione d’esame. «Tutti i docenti di ruolo sono obbligati a fare la domanda escluse alcune sottocategorie – spiega – e percepiscono un’integrazione allo stipendio. Che dire? Per me è un arricchimento professionale confrontarmi con altri colleghi, ma può darsi che per qualcuno sia una scocciatura. Oggi si è alzata l’età dei docenti; dopo un anno scolastico può esserci un po’ di stanchezza». «Abbiamo saputo che ci sono state delle problematiche ma la questione è risolta – dice Alfonso Nocchi, Cisl scuola – Io stesso ho cercato delle persone. La dirigente ha comunque fatto il suo dovere».

«Non capisco il motivo di mandare questa lettera al nostro Ordine – dice invece il presidente dell’Ordine dei medici Roberto Madonna –. L’Ordine dei medici non può fare indagini. Solo se mi mandano prove testimoniali che sono stati fatti certificati falsi, io sanziono tutti i medici che li hanno fatti. Siamo pronti a prendere posizione qualora ci fosse l’inconfutabilità. Ma così non posso fare niente. Se gli insegnanti non vogliono andare a fare gli esami, è un problema, legale ed etico, che la scuola deve risolvere da sola. Quanto al medico, se si accorge che uno che chiede il certificato non è malato, ha il dovere di non rilasciarglielo, ma per come è fatta la società, c’è sempre chi pensa che tutto gli sia dovuto, e questo è un problema». —
 

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