Italia
La conoscenza illusoria e la poesia di Ungaretti fra i temi più gettonati
All’uscita dalla prima prova commenti in gran parte positivi sulle tracce per gli studenti di Grosseto e Follonica, dove piacciono anche sport e “bellezza”
. Settimane passate a ripassare sui libri poi finalmente quel giorno è arrivato: un ultimo sguardo agli appunti, qualche messaggio WhatsApp con gli amici e via, zaino in spalla, a scuola lungo la strada fatta per cinque anni. Stavolta non per un giorno qualunque, ma per la prima prova dell’esame di maturità. Ci si siede non più in aula ma nei corridoi. Via lo smartphone, sul tavolo solo il vocabolari. C’è da sostenere il tema, prima “tappa” della maturità che conduce al tanto agognato diploma. Sei ore di tempo massimo. Strappati i plichi ne escono Ungaretti, Sciascia, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Gino Bartali: uomini che hanno fatto la storia d’Italia. Ma cosa hanno preferito gli studenti maremmani?
qui grosseto
Nel capoluogo molti hanno optato per il saggio breve sul brano scientifico di Steven Sloman e Philip Fernbach “L’illusione della conoscenza” ma c’è chi ha preferito il “classico” puntando sul commento al “Porto sepolto” di Giuseppe Ungaretti. È stata quest’ultima la scelta di Irene Bassi, studentessa dell’ultimo anno del liceo Rosmini indirizzo linguistico appena uscita dalla prova in un momento di relax insieme alla compagna Ginevra Vannelli che invece si è indirizzata sulla parte della scienza e dell’arte (B1). «Appena viste le tracce – dicono – non abbiamo avuto dubbi e anzi ci siamo dette: quella fa per noi». Oggi le attende la seconda prova di lingua: tedesco. «Crediamo che sia più difficile», dicono. «Ho preferito commentare il caso delle esplosioni termonucleari – racconta Mattia Canuti del Leopoldo II di Lorena indirizzo agrario – perché l’ho considerata più interessante delle altre».
Stessa scuola, stessa scelta per Diego Cerminara che svela un curioso retroscena. «Non ho avuto problemi nel capire quale fosse la traccia più adatta a me – dice – anche perché ci stavo proprio pensando nei giorni scorsi e mi ci sono preparato bene».
«Ambivo a un tema di letteratura e sono andato diretto su Ungaretti anche perché mi è sembrato originale», dice invece Giulio Capitani del Polo liceale Aldi a cui fa eco, nello stesso istituto, Lapo Vigetti. «Ungaretti tutta la vita – esclama – scelta subito. Penso sia andata bene, ero pronto e concentrato anche se attendo con ansia la seconda prova».
Carlo Capitani e Alessandro Bonfiglio, del linguistico, sono andati rispettivamente sul tema di Sloma e Fernbach e su Ungaretti. Ora aspettano i genitori. «Eravamo pronti sulla tecnologia e sul test argomentato di letteratura perché ci riesce meglio – dicono – ma non sulla poesia. È andata bene». Anche all’Isis Manetti Porciatti due studenti sono appoggiati sulle logge della scuola a commentare l’esame appena fatto. «Mi interessava l’argomento sulle bombe nucleari – dice Davide Corridori – più adatto a me per cercare di ottenere un bel voto». «Ho composto il saggio sul discorso fatto in occasione della morte del generale Dalla Chiesa – conclude Alessandro Nencioni – mi ha sempre appassionato questo genere. Ma mi piaceva anche il tema sul personaggio di Gino Bartali».
Qui Follonica
Tra i primi che ieri mattina sono usciti dal liceo Cattaneo di Follonica, c’erano Federico Bralia e Lorenzo Mei di 5A. Entrambi hanno scelto la traccia C2, quella dedicata ad una riflessione sul rapporto tra sport, storia e società partendo da un articolo su Bartali: «Penso fosse fattibile per ragazzi che come me conoscono abbastanza bene la storia dello sport – dice Federico – Mi sono buttato subito su quel tema lì: sono stato felicissimo». «Visto che mi piace la storia ho cercato di fare diversi collegamenti anche con il mondo dello sport – spiega Lorenzo – ho fatto riferimento al velocista americano Jesse Owens e al pugile Muhammad Ali». Sofia Spina, uscita dopo circa sei ore, ha scelto invece la tipologia B3 (L’eredità del Novecento). «Ho parlato dell’incertezza della vita dopo la caduta del Muro di Berlino e dell’inquinamento arrivato dopo la rivoluzione industriale». Benedetta Galeotti e Matilde Orlandini hanno invece scelto la tipologia B1 (Tomaso Montanari, Istruzioni per l’uso del futuro). «Mi sono concentrata sull’importanza di mantenere in vita la bellezza del patrimonio artistico e culturale perché secondo me ora si vive in una società che mette in secondo piano tutto questo – dice Benedetta –. Anche io ho parlato dell’importanza del patrimonio artistico e ho fatto l’esempio di Notre Dame dove, in seguito all’incendio di aprile, tutti si sono attivati per incentivare la ricostruzione». Elena Frosali si è invece concentrata sulla tipologia A2 (Sciascia). «Ho parlato della giustizia e dell’ingiustizia – dice – mi ritengo abbastanza soddisfatta». Infine Marco Demi, anche lui liceo scientifico, che ha scelto la tipologia B2 (Steven Sloman – Philip Fernbach, L’illusione della conoscenza): «Aspettavo una traccia dedicata alla scienza e mi ero preparato – dice – ha parlato di Chernobyl, del premio Nobel per la medicina Tasuku Honjo e ho citato Einstein. Mi ritengo soddisfatto». —
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