Il Tirreno

Grosseto

gavorrano 

Due dipendenti danno le dimissioni, vertenza al Pelagone

Giulia Sili
Due dipendenti danno le dimissioni, vertenza al Pelagone

La Cisl incontrerà i vertici della società proprietaria del resort Un addetto alla manutenzione è stato messo in ferie forzate

2 MINUTI DI LETTURA







Poco meno di un anno fa le sorti del golf resort il Pelagone, la struttura alberghiera immersa nel verde delle colline gavorranesi, sembravano essersi risollevate grazie all’intervento salvifico della società tedesca Fcr Immobilien, un investitore specializzato in centri commerciali e al dettaglio che, per la prima volta, aveva scelto di investire nel campo dell’hotellerie.

Per diversificare il suo business, Fcr aveva infatti scelto proprio la struttura del Pelagone, con i suoi rinomati campi da golf, le sue piscine e l’hotel 4 stelle.

Il giovane amministratore delegato e fondatore della società, Falk Raudies, con la passione per il golf e la Toscana, aveva infatti voluto investire in Maremma acquistando l’hotel che nel 2017 era stato interessato dal terremoto della società Imperial del magnate austro-iraniano Faramarz Ettehadie.

Oggi le sorti di alcuni dei lavoratori sembrano però essere in forse e la questione riguarderebbe alcuni dipendenti storici dell’hotel che lavorano lì da molti anni.

In due, a seguito del passaggio societario, avrebbero deciso di dare le dimissioni mentre per un terzo dipendente, addetto alle manutenzioni, sarebbero scattate le ferie forzate in vista, sembra, di un possibile licenziamento. Della questione se ne sta occupando la Cisl che, agli inizi della prossima settimana, dovrebbe avere un incontro con i gestori del Pelagone.

Nel 2017, con l’insolvenza della società Imperial, sembrava essere in dubbio sia il destino della struttura sia quello dei suoi tanti lavoratori: circa quaranta dipendenti, quasi tutti residenti tra Scarlino e Gavorrano. A luglio 2018 il Pelagone era poi stato acquistato dalla tedesca Fcr Immobilien e in molti avevano mantenuto il posto di lavoro che avevano con la precedente gestione. La bella struttura con i suoi 110 ettari di proprietà era piaciuta molto alla Fcr tanto che la società aveva messo in cantiere dei progetti di ampliamento. L’albergo avrebbe poi dovuto crescere anche sotto il punto di vista dell’offerta: oltre al 5 stelle nei piani della proprietà c’era anche l’idea di realizzare lì una spa e di ristrutturare la zona ristorante e delle piscine. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini