Il Tirreno

Grosseto

Sos antincendi Vanno a battesimo le Comunità delle sentinelle

Gabriele Baldanzi
Sos antincendi Vanno a battesimo le Comunità delle sentinelle

I cittadini avranno un ruolo attivo nella tutela del patrimonio L’83% degli incendi domato prima che coinvolga un ettaro

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Le precipitazioni abbondanti di maggio hanno allungato, quest’anno, il periodo non a rischio di incendi. Fino al 30 giugno, quindi, avremo anche in Maremma prescrizioni un po’ più blande per quanto riguarda gli abbruciamenti e l’accensione di fuochi. Ma il Piano antincendio regionale 2019-2021 (178 pagine approvate di recente a Firenze), già contestato in Maremma dal mondo ambientalista per le cesse tagliafuoco previste nelle pinete di Castiglione e Marina di Grosseto, è molto di più e contiene una miriade di informazioni e spigolature di interesse collettivo. Per assolvere alla competenza esclusiva in materia Aib, attribuita dalla legge 353 del 2000, la Regione Toscana appronta ogni anno un’organizzazione in grado di svolgere le attività di previsione, prevenzione e contrasto attivo al fenomeno degli incendi boschivi. In particolare per la lotta sul campo (durissima negli anni 2012 e 2017) è previsto un coordinamento delle operazioni da parte delle sale operative (regionale e provinciali) e dei direttori delle operazioni di spegnimento. In provincia di Grosseto si registra capillarità e un buon radicamento delle squadre Aib dell’antincendio boschivo, a cui si affiancano gli elicotteri della flotta regionale.

contro il fuoco

In provincia di Grosseto questa struttura ha consentito negli anni tempestività di intervento e una concentrazione di forze che ha permesso di affrontare in modo efficace migliaia di eventi, al punto che le performance ottenute pongono la Toscana all’avanguardia tra le regioni italiane. «Anche in Maremma – spiega il funzionario della Regione Umberto Fralassi, responsabile dell’antincendi boschivi – la maggior parte degli incendi viene contenuta in superfici estremamente ridotte l’83% degli eventi viene chiuso prima di interessare un ettaro di bosco e solo nel 5% dei casi gli incendi superano 5 ettari di estensione. Questi risultati sono possibili grazie anche al principio dell’integrazione delle forze che ci vede lavorare in sinergia con gli enti locali, il mondo del volontariato, il sistema di protezione civile, i vigili del fuoco e i carabinieri forestali».

la formazione

Al confine tra le province di Siena e Grosseto, nel Centro regionale di addestramento Aib di Monticiano, avviene ogni anno la formazione e l’aggiornamento di circa 1.100 operatori. Quest’anno si è parlato di tecniche innovative di prevenzione, di nuove figure operative, quali i direttori del fuoco prescritto, gli addetti all’uso del fuoco, gli analisti, eccetera.

i mutamenti

«Tutto questo però – commenta l’assessore alle foreste Marco Remaschi – non basta. Ci troviamo di fronte a una serie di mutamenti dovuti al cambiamento climatico in atto, all’aumento della copertura forestale che in Toscana viaggia al ritmo di circa 15 ettari al giorno e vede una progressiva riconquista di aree marginali da parte del bosco. Per questo motivo osserviamo sempre più spesso eventi estremi per i quali l’approccio emergenziale non è più sufficiente a garantire la tutela della pubblica incolumità e il contenimento delle superfici boscate percorse. Ecco, quindi, che la Regione Toscana, dal 2017 ha introdotto due importanti modifiche alla normativa forestale per attivare interventi preventivi: i piani specifici di prevenzione e la costituzione delle Comunità del bosco. Anche in provincia di Grosseto verrà presto avviata la sottoscrizione di protocolli d’intesa per la costituzione di Comunità del bosco che vedono la partecipazione attiva di cittadini, enti, associazioni e imprese per una gestione condivisa del patrimonio forestale».

nessuna speculazione

Al complesso delle attività Aib la Regione Toscana destina un investimento di circa 11 milioni di euro all’anno, una somma importante per un settore prioritario nel quale nessun soggetto può trarre profitto dall’attività di prevenzione e repressione. Il servizio aereo regionale di supporto all’attività Aib prevede infatti un corrispettivo indipendente dal numero e dall’entità degli eventi, non vengono effettuati appalti o affidamenti a strutture esterne per i servizi di lotta attiva che sono attuati con maestranze forestali assunte con contratti a tempo indeterminato. E infine bisogna aggiungere che i volontari convenzionati non ricevono rimborsi personali, ma unicamente un riconoscimento delle spese che va alle associazioni di appartenenza per il miglioramento e l’ottimizzazione dei servizi prestati». –



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