Gioco
Cala Galera, ultimo atto Sul caso concessione sentenza entro l’estate
Udienza finale ieri al Tar sull’annosa vicenda della durata I privati che ricorrono contro il Comune sono ottimisti
La nave sta per arrivare in porto. È attesa entro la fine dell’estate la sentenza del Tar sulla vicenda del porto di Cala Galera e dell’ormai nota revoca del prolungamento della concessione voluta dall’amministrazione del sindaco Franco Borghini.
Nell’aula fiorentina del tribunale amministrativo si è svolta ieri mattina l’ultima udienza, dove sono state depositate le memorie delle parti in causa: quella del comune di Monte Argentario e quella dell’associazione delle microimprese Comitas, accompagnata dai soci della Marina e rappresentati dall’avvocato Carlo Rienzi. Nessuno vuole commentare l’ultimo capitolo della vicenda, compreso Borghini, che si limita a dire che la sentenza arriverà entro l’estate. Verosimilmente a luglio. È proprio lui il protagonista del caso Cala Galera: ha ribaltato la decisione del suo predecessore Arturo Cerulli sulla durata della concessione. Nel maggio 2017 l’allora amministrazione comunale decise di rideterminare la concessione con la società a capo del porto, la Marina Cala Galera Circolo Nautico spa, portandola a 80 anni dai 50 iniziali, che sarebbero scaduti nel 2020. Una mossa che ingolosì molti appassionati diportisti, che diedero il via a una fitta rete di compravendita dei posti barca. Ma al cambio della guardia dei vertici del municipio, con la vittoria alle ultime amministrative di Borghini, arriva il dietro front del Comune: a novembre 2018, infatti, arriva l’atto che annulla la proroga della concessione e fissa nuovamente la scadenza al 2020, così da indire una nuova gara. Ma i diportisti che si erano fatti ingolosire non hanno mandato giù la decisione e hanno presentato ricorso al Tar, sollevando diversi dubbi sulla legittimità dell’atto.
Comitas sembra ottimista su un esito a suo favore. Stando a quanto i suoi legali hanno appreso in aula, «il motivo per cui è stata disposta la revoca della concessione del porto da parte dell’amministrazione risiederebbe anche nell’esistenza di un processo penale in corso su tale proroga – sostiene Comitas – La paura di essere coinvolti in un procedimento penale, quindi, avrebbe portato all’emanazione di un provvedimento abnorme che dopo 10 anni di istruttoria e dopo molti mesi dall’emanazione della proroga l’ha annullata creando il caos nel porto». –
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