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Per Unicoop Tirreno bilancio con segnali positivi

Enrico Pizzi
Per Unicoop Tirreno bilancio con segnali positivi

Nel consuntivo 2018 migliorano i conti e c’è la prospettiva di raggiungere un utile  già nel 2019. Il direttore generale Pietro Canova: «Bene, ma non benissimo» 

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«Bene, ma non benissimo». Non rinuncia al “mantra” recitato anche lo scorso anno e alla prudenza, Piero Canova, direttore generale di Unicoop Tirreno, nel presentare il bilancio consuntivo 2018 della cooperativa. Che, pure, chiude con un netto miglioramento dei conti rispetto al 2017, in linea con gli obiettivi del piano industriale. Anzi, rispetto alla previsione di raggiungere un utile di bilancio nel 2020, l’obiettivo potrebbe essere realizzato in anticipo, già nel 2019.

«Coop – spiega Canova – ha proseguito nel lavoro di risanamento e miglioramento di gestione, abbiamo continuato ad asciugarci e i numeri che registriamo fino a ora ci confortano e ci dicono che potremmo produrre i primi utili un po’ in anticipo e smettere di usare la cartuccia rossa già dal 2019».

Il contesto, nel 2018, è caratterizzato dal perdurare della stagnazione dei consumi, dalla grande attenzione da parte dei soci e clienti ai prezzi e dal continuo incremento della concorrenza. In questo contesto, il fatturato è stato di 924,6 milioni, in leggero calo rispetto al 2017 (-1,8%), eppure, la chiusura di quattro punti vendita che producevano perdite e l’insieme delle operazioni messe in campo che ha ridotto i costi di 11 milioni di euro, hanno portato a una significativa riduzione delle perdite per quanto riguarda la gestione caratteristica che chiude a –8,8 milioni contro i –13,6 milioni del 2017.

Anche il bilancio consolidato di gruppo riduce la perdita a –15,9 milioni (nel 2017 era di –23,4 milioni) ed è un risultato su cui hanno pesato alcune poste straordinarie che non si registreranno nel 2019.

Il percorso di risanamento è passato anche da ulteriori investimenti che nel 2018 sono stati di 16 milioni principalmente per innovare e ristrutturare la rete commerciale. A fine 2018, il patrimonio netto consolidato di Unicoop Tirreno ammonta a 300,1 milioni e questo conferma la solidità della cooperativa che – spiegano Lami e Canova – punta a restare autonoma. Non ci sono, in programma, fusioni con le altre cooperative di consumo che hanno sottoscritto nel 2016 gli strumenti finanziari partecipativi la cui conferma per il 2019 è in fase di discussione.

Anche il 2019 sarà un anno di chiusure di negozi e di ristrutturazioni nel Lazio Sud, con la tutela degli esuberi previsti, mentre in Toscana è partita già un’operazione di definitivo ribasso dei prezzi di oltre 700 prodotti Coop e nel Lazio e in Umbria 300 prodotti Coop sono interessati da un abbattimento dei prezzi di oltre il 20%.

Il presidente Marco Lami non nasconde la soddisfazione per i risultati raggiunti, anche se sottolinea che ancora il cammino da percorrere è lungo. L’obiettivo dei primi utili potrebbe davvero essere a portata di mano quest’anno, ma Lami resta prudente e sottolinea che molto dipenderà anche dal contesto economico e dei consumi che ancora stentano a ripartire. Ma la direzione intrapresa è quella giusta, dunque «soddisfazione – dice – ringraziamento ai soci e ai clienti, ma non possiamo mollare, guai a rilassarsi». —

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