Sicurezza
Dalle vendemmie mitiche alla conquista del mercato
Luca Scotto alza il velo sulle strategie d’impresa «L’obiettivo è fidelizzare i clienti e aumentare la riconoscibilità del marchio»
magliano in toscana. Ne sono passati di anni da quelle vendemmie un po’ mitiche degli Anni ’70 quando Luciano Scotto muoveva i primi passi verso la produzione di un vino che potesse essere non solo bevuto in famiglia ma anche adatto a stare sul mercato. Oggi la parola d’ordine per la Cantina Santa Lucia di Collecchio è: consolidare. «Tenuto conto della congiuntura – osserva Luca Scotto, figlio di Luciano, e che nell’azienda si occupa del segmento vendita – il nostro obiettivo è mantenere e fidelizzare i clienti. E aumentare la riconoscibilità del nostro marchio». Dal 2010/2011 quando è stata inaugurata la nuova cantina a oggi, la produzione annua è quasi raddoppiata giungendo a quota 160mila bottiglie: «Il nostro target – aggiunge Luca – è puntato su un massimo di 220-230mila bottiglie»; ma tra gli sbocchi, a differenza di molte altre aziende, «non c’è la Grande Distribuzione Organizzata – dice Scotto – Non sarebbe in linea con la nostra filosofia: né di prodotto né di commercio».
Le etichette di punta sono: “Il Brigante”, Doc Maremma Toscana Vermentino; il Santa Lucia, Doc Maremma Toscana Ansonica; A Luciano e Tore del Moro, entrambi Morellino di Scansano. «Il fascino della Doc Maremma Toscana – osserva Scotto – è che è in grado di proporre una grande varietà di vini con combinazioni mai uguali di uve. Per un Doc Maremma Toscana San Giovese, che deve contenere un minimo dell’85% di uve San Giovese, c’è chi completa il restante 15% con Petit Verdot (come noi), chi con Ciliegiolo, Alicante, Canaiolo...». Insomma, è impossibile che due aziende che aderiscano al Consorzio producano vini uguali: ognuna ha la sua cifra, Santa Lucia ha la propria. Non resta che sbizzarrirsi. – G.M.
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