Sicurezza
Il nuovo carcere sarà per detenuti a fine pena
Spuntano indiscrezioni sul futuribile istituto. E si parla anche della soppressione della casa circondariale di Massa Marittima
Prende forma il modello del nuovo carcere di Grosseto che dovrà sostituire la casa circondariale di via Saffi, ospitata in uno storico edificio di fine’800 adibito alla funzione di istituto penitenziario. Come è noto, il nuovo carcere non verrà ospitato in un immobile da costruire ex novo: l’area della ex caserma Barbetti – o Ansaldo – lungo la via Senese è già stata individuata come adatta allo scopo. E su questo fronte, per il momento, non si retrocede: spuntano, piuttosto, dettagli inediti sul “format” del futuribile carcere: stando alle indiscrezioni, si tratterà di un istituto per detenuti “a fine pena”; avrà una capienza di qualche centinaio di posti letto; e i tempi per la chiusura di via Saffi, il restyling e dunque l’apertura all’ex Ansaldo si accorcerebbero, dettaglio che non convince il sindacato che rappresenta la polizia penitenziaria.
il modello
Il Tirreno ha sottoposto al Sappe, il sindacato autonomo degli agenti di polizia penitenziaria, le ultime indiscrezioni emerse, a partire dal “format” del fine pena. Ed emerge che in effetti negli incontri tra sindacato, rappresentanze dell’ufficio territoriale del governo e dipartimento dell’amministrazione penitenziaria – il “Dap”, in seno al ministero di giustizia – si è parlato di un istituto «di custodia attenuata – conferma Donato Capece, segretario generale del Sappe – cioè di una struttura per detenuti che devono scontare pene al di sotto di tre anni, periodo durante il quale vengono avviati a percorsi di riabilitazioni» ad hoc.
i tempi
Stando alle indiscrezioni, questi sarebbero giorni decisivi per il futuro del nuovo carcere: ma il Sappe è di un altro parere. «Per il 24 giugno è fissato un incontro a Roma, al Dap – informa Capece – ma all’ordine del giorno c’è l’organizzazione degli organici di polizia penitenziaria, anche se noi ritireremo fuori il tema del carcere di Grosseto. A noi sembra, comunque, che sia ancora tutto in alto mare – sottolinea – Dobbiamo ancora trovare la quadra». Stando ai rumors, invece, l’apertura del “cantiere” in via Senese sarebbe dietro l’angolo e per rendere l’ex Ansaldo funzionale alla nuova destinazione non sarebbero neppure necessari lunghi lavori di restyling: «Non è assolutamente così –ribatte il segretario generale del Sappe – per adeguare una struttura a carcere ci vuole tempo. Non si può chiudere da una parte e aprire dall’altra».
qui massa marittima
Intanto si profila anche un’altra ipotesi per il nuovo sistema carcerario della Provincia: in tandem con l’apertura dell’ex caserma Barbetti si parla della chiusura della casa circondariale di Massa Marittima. Secondo il Sappe il futuro delle due carceri non è interconnesso: «Le linee guida del Dap – spiega ancora Capece – indicavano la chiusura di quelle carceri con meno di ottanta posti letto detentivi» e la struttura di Massa Marittima rientrerebbe dunque tra quelle da sopprimere per capienza. –
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