«Sono salito in auto da solo E ho sbagliato, non fatelo mai»
grosseto. Chi conosce Gianluca Ancarani e almeno una volta ha provato il piacere di cenare con lui, sa bene che il commercialista non beve alcolici, non fuma, non fa troppo tardi la sera e si mantiene in forma facendo sport. «Ho sempre fatto una vita abbastanza regolare - dice - Ma questo non mi ha messo al riparo da avere un infarto. Sono vivo per miracolo».
Il 14 luglio di due anni fa era un venerdì d’estate: Ancarani era stato a giocare una partita di beach tennis, poi era andato a mangiare una pizza con gli amici e a mezzanotte era già a letto. «Alle 3,30 mi sono svegliato: avevo difficoltà a respirare - racconta - sentivo un fomicolio a un braccio e avevo un gran dolore al petto. Ero sudato fradicio». In pochi istanti si è accorto di quanto gli stesse succedendo: nonostante le visite medico sportive, nonostante le prove sotto sforzo alle quali si era sottoposto anche pochi mesi prima, quello che lo aveva colpito era un infarto. «Ero terrorizzato e ho fatto la cosa più sbagliata di tutte - ricorda - sono salito in auto da solo e sono arrivato al pronto soccorso. Questo non deve mai essere fatto: bisogna chiamare il 118 e aprire la porta di casa, in caso di perdita di sensi. Io ho rischiato davvero molto». Ancarani, una volta sottoposto a coronografia, si è ritrovato con uno stent nell’arteria discendente: oggi, a distanza di quasi due anni, grazie al personale della Cardiologia e alla terapia farmacologica è tornato alla sua vita. «La prospettiva cambia dopo un’esperienza del genere - dice - Mi hanno coinvolto nella onlus e sono stato felice di impegnarmi in prima persona. Dopo aver rischiato di morire cambiano le priorità e cambia anche la sensibilità. Tante cose che prima non riuscivo a vedere oggi sono nitide». — F.G.
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