Il Tirreno

Grosseto

il presidente 

Luca Pantani, da super sportivo a “cavia” dei ricercatori del Cnr «Due episodi a un anno esatto»

F.G.

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grosseto. A 43 anni, Luca Pantani era un supersportivo: giocava ancora a calcio e il primo avvertimento dell’incubo nel quale sarebbe poi precipitato gli arrivò proprio sul rettangolo verde, durante un allenamento. Un dolore al petto, poi passato, che gli si ripresentò due giorni dopo quando si accasciò in centro, mentre stava portando la sua bambina a fare una passeggiata. «Dopo mezz’ora però ero a prendere un aperitivo con i miei amici - racconta l’imprenditore e presidente della onlus - Avevo sottovalutato il problema: mi dicevano che forse si trattava di ernia iatale, di dolori intercostali. Io mi sottoponevo alle visite medico agonistiche e certo non pensavo di avere un problema così grave. Fu mia moglie a insistere perché facessi accertamenti». Pantani andò all’ospedale dove vennero svolti gli accertamenti. I medici non trovarono nulla. «Ma sulla mia strada, mentre mi stavano dimettendo, trovai una dottoressa che mi disse di andare a casa a fare una doccia e di tornare all’ospedale. Così feci, salvandomi la vita». Il presidente della onlus, a mezzanotte in punto del 5 aprile 2009 ebbe il primo infarto, mentre era attaccato ai monitor. «Fui operato d’urgenza - ricorda - poi, un anno dopo esatto, ebbi il secondo. Ora ho cinque stent, e grazie a quelli sono stato nominato presidente di Amici del cuore». A distanza di dieci anni e dopo aver imparato a fare i conti con quello che ha dovuto passare, Pantani riesce anche a scherzarci su. «Io sono la dimostrazione di quanto la ricerca sia importante - dice - Dopo i due infarti mi hanno diagnosticato una mutazione genetica che faceva produrre al mio corpo colesterolo 100 volte superiore alla norma. Dopo aver fatto la dialisi per ripulire il sangue, sono stato inserito in un programma del Cnr. Sostanzialmente ho fatto da cavia per la sperimentazione di un farmaco che ha inibito la produzione di colesterolo in eccesso e ora sto bene». Quando Pantani è stato contattato per entrare a far parte della onlus non ci ha pensato nemmeno un attimo. «Per me è un onore - dice - oltre che un grande piacere». — F.G.

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