Lutto
L’operazione Casalone è destinata a un flop E in un mercato saturo avrebbe effetti negativi
Urbanistica e variante per 240 appartamenti nella periferia di Grosseto L’analisi e l’ammonimento del segretario del circolo Pd di Gorarella
l’intervento
Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sul fatto che il mattone nella nostra provincia non tira più, adesso non ha alcun motivo per dubitarne. E questo nonostante le fiduciose dichiarazioni di qualche assessore, in merito alla presunta ripresa del settore immobiliare grossetano, dedotta attraverso dati parziali e riferiti a tutto il territorio nazionale. A certificare la triste realtà locale, nota da tempo a tutti gli operatori del settore, ci pensano i dati definitivi sulle compravendite immobiliari per l’anno 2018.
Lo scenario che si presenta è quello di un mercato saturo e in estrema sofferenza, dove l’offerta supera di gran lunga la domanda. Ma quello che si evince in maniera chiara, è che le politiche urbanistiche a macchia di leopardo, messe in piedi dalla attuale amministrazione e incentrate sulla realizzazione di nuovi appartamenti in zone periferiche, sono un errore colossale il cui unico effetto è produrre svalutazione degli alloggi esistenti, consumare prezioso suolo agricolo e creare quartieri dormitorio privi di adeguati servizi essenziali. Un fallimento totale quindi il modello di sviluppo urbano proposto dall’attuale assessorato all’Urbanistica, certificato nelle settimane scorse da varie associazioni di categoria, adesso anche dai dati ufficiali.
E non è un caso che proprio Gorarella sia il quartiere più penalizzato da questo trend negativo con un –4,4%, quartiere che ricordo essere interessato da una variante urbanistica per la realizzazione di ulteriori 240 appartamenti nella zona del Casalone.
L’intervento, che nelle intenzioni dell’amministrazione Vivarelli Colonna dovrebbe rappresentare una sicura fonte di guadagno per le casse comunali, di crescita e sviluppo economico per tutta la città, sulla base degli attuali dati si prospetta come un probabile flop immobiliare i cui effetti negativi, quelli sì, si rifletteranno su tutta la città. Facile quindi immaginare le conseguenze che la loro realizzazione avrebbe sull’intero mercato immobiliare cittadino. Prospettive di inversione del trend negativo, si prevedono invece nei quartieri centro e semicentro, proprio laddove sarebbe utile intervenire con operazioni di riqualificazione urbana e rigenerazione di interi isolati già esistenti.
Questi dati ufficiali certificano quanto emerso durante il dibattito aperto da giorni sull’urbanistica e cioè che la crescita sostenibile di una città moderna e proiettata verso il futuro non può che essere indirizzata verso il recupero del patrimonio esistente. Ne emerge che, in alternativa a inutili e scriteriati modelli di sviluppo destinati a fallire ancor prima di iniziare, l’unica soluzione in grado di dare immediati riscontri economici e benefici a tutta la città, sia quella di intervenire nei tanti spazi vuoti posti all’interno della città, attraverso una operazione di ricucitura del tessuto urbano e delle aree attualmente degradate. Da anni tutte le città moderne vanno in questa direzione, riscontrando peraltro ottimi risultati in termini di crescita sociale, culturale, tutela ambientale, economici e di sicurezza, ma a Grosseto si continua a preferire l’urbanistica creativa, approssimativa e fatta a caso. –
Giuseppe Conti
Segretario Circolo PD
di Gorarella
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google