Gioco
Il centrodestra guarda alle regionali ma deve fare i conti con le sue frizioni
Da più parti la coalizione al Governo accusa scricchiolii Ripani: «L’arroganza ha preso il posto della condivisione»
Il Pd lo sa bene: stare al governo crea divisioni, attriti, bulimia. In Maremma - dove negli ultimi anni, dopo la vittoria di Grosseto, è cambiata la mappa del potere - il centrodestra non è immune da questa sindrome.
Lo si è visto già nella fase di preparazione delle amministrative, con le diaspore di Roccastrada e Arcidosso, la doppia lista al Giglio, l’equivoco Capalbio. Ora si scopre che a Scarlino, dove il Carroccio aveva compattato e vinto, Fratelli d’Italia è uscita dalla maggioranza già al primo consiglio.
Piccole avvisaglie di nervosismo, di relazioni non proprio pacifiche all’interno della coalizione. Un segnale – indubbiamente più forte – lo ha lanciato nei giorni scorsi l’onorevole e consigliera comunale di Grosseto Elisabetta Ripani (Forza Italia), lamentando, con la crescita della Lega, una perdita di lungimiranza e una minore condivisione nelle scelte effettuate prima della recente tornata elettorale.
«Nell’ultimo anno - ribadisce la Ripani - qualcosa è cambiato. L’arroganza ha preso il posto della condivisione, il sindaco di bandiera quello del candidato migliore. In Toscana il centrodestra a trazione leghista, targato Ceccardi, ha vinto sì le Europee ma ha anche rianimato il Pd alle amministrative. Con le percentuali registrate alle Europee avremmo dovuto fare cappotto ovunque, invece no. Abbiamo visto che non basta azzeccare qualche slogan di grande impatto e avere il vento in poppa a livello nazionale».
Ma c’è anche altro. Il sindaco di Magliano, di area centrodestra, Diego Cinelli, nei giorni scorsi ha preferito la protesta mediatica contro la Provincia («che non sfalcia ai bordi delle strade») quando gli sarebbe bastato chiamare il presidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna o il consigliere delegato Marco Biagioni.
Ne è nato un botta e risposta in cui Biagioni ha accusato Cinelli, che siede anche nell’assemblea dei sindaci a palazzo Aldobrandeschi, «di preferire facili battute piuttosto che fare proposte all’ente per cui si era anche candidato».
Infine si racconta di frizioni e manovre, sempre nel centrodestra, per la scelta del membro da inserire nel nuovo cda del Fiora, con la Lega che pare abbia indicato con decisione il suo uomo.
Tra meno di un anno si voterà per il rinnovo del consiglio regionale e per la scelta del nuovo governatore della Toscana.
A differenza del passato non è più una partita dall’esito scontato. Stavolta il centrodestra se la gioca. Con l’attuale sistema elettorale parte addirittura da favorito.
E anche in Maremma lo sguardo è rivolto a Firenze. In prospettiva Regionali, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno riesaminato e commentato i risultati delle recenti elezioni amministrative e delle Europee.
E tra le righe dei vari comunicati, tra i rumors che circolano, emergono di nuovo mal di pancia, strascichi di scelte non proprio indovinate, la netta preponderanza della Lega, nei numeri e nel verbo.
Nel centrodestra la corsa per le Regionali 2020 lascia aperti molteplici scenari: dinamiche e strategie da individuare, candidati possibili nei listini dei vari partiti della coalizione, aperture al civismo, il ruolo di Antonfrancesco Vivarelli Colonna.
A fine estate Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si guarderanno negli occhi. Qualche nodo, in provincia di Grosseto, deve essere sciolto.
A Firenze, con il quadro attuale, ci andrà un solo consigliere eletto dal territorio e sarà Andrea Ulmi, segretario provinciale e candidato in pectore della Lega. Per tutti gli altri zero chance.
La possibilità di un “recupero” per chi (per esempio il leader di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi) ha legittime velleità di salire, passa dall’inserimento nella mini lista bloccata (di partito) - con un massimo di tre nomi - che viene decisa a livello regionale, in aggiunta ai candidati delle varie circoscrizioni. Rossi, nel suo partito, è molto stimato: vicino a Giovanni Donzelli e alla stessa Meloni, può ambire a un posto nel listino, liberando così, in caso di elezione, un posto nella giunta di Grosseto. —
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