Attenzione
Geotermia e veleni Controlli in continuo
Il consiglio regionale approva all’unanimità una mozione di Sì-Toscana a sinistra per monitorare la qualità dell’aria
Il consiglio regionale ha approvato giovedì 13 giugno all’unanimità il monitoraggio in continuo della qualità dell’aria di tutte le trentasei centrali geotermiche toscane, amiatine comprese. La svolta è arrivata grazie a una mozione di Tommaso Fattori e Paolo Sarti di Sì-Toscana a Sinistra, poi emendata dal consigliere Gazzetti del Pd.
Il testo impegna la giunta a «valutare, coinvolgendo Cnr, Arpat e altri enti di ricerca indipendenti, la fattibilità tecnica d’installazione di analizzatori in continuo delle emissioni sulle attuali centrali flash anche attraverso l’applicazione alle centrali del principio del bilancio di massa». Si impegna la giunta anche a implementare l’utilizzo di misuratori portatili e migliorare l’informazione ai cittadini.
Il capogruppo di Sì Toscana a Sinistra Fattori ha sottolineato come «il monitoraggio in continuo di ciò che viene emesso dalle torri delle centrali è cosa normale in qualunque impianto industriale similare, tuttavia finora Enel (proprietaria delle centrali) si è sempre opposta, accampando ragioni d’impossibilità tecnica che paiono pretestuose. Presumibilmente preoccupa far sapere, con dati oggettivi, cosa esce da camini di centrali che adottano le vecchie tecnologie flash».
E ancora, polemicamente, rileva come la legge regionale del 2019 «limita il monitoraggio in continuo alle sole future centrali, graziando quelle esistenti» tant’è che l’utilizzo di analizzatori portatili, segnala Fattori, è già stato sperimentato a Bagnore 4, l’ultima centrale geotermica costruita da Enel a Santa Fiora.
Fattori invoca anche che la Regione pretenda che i dati delle emissioni delle centrali Enel, soprattutto per quanto riguarda sostanze pericolose come acido solfidrico, arsenico e mercurio e che prevedono la verifica della media oraria su base mensile, siano accessibili a tutti. «In qualunque altro settore industriale si hanno i dati al camino; è incomprensibile questa eccezione per le centrali Enel amiatine – ha sottolineato Fattori in aula –. È ormai tempo di dire addio alla vecchia geotermia flash».
Di opposto avviso il gruppo Geotermia sì, favorevole alle centrali Enel e al finanziamento statale della geotermia.
«Enel sta controllando da anni, ventiquattro ore su ventiquattro la qualità dell’aria nei comuni con sede di impianto sia della zona tradizionale che dell’Amiata con postazioni fisse e con rilievi effettuati con attrezzature portatili ogni qualvolta si procede all’apertura di un pozzo o alla manutenzione di una centrale», dicono i pro-geotermia. «Dal 2018 i dati rilevati vengono trasmessi in tempo reale ad Arpat, a cui sono inviati mensilmente in modo sistematico anche quelli relativi all’arsenico e mercurio. Inoltre ci risulta che periodicamente Arpat proceda a controlli sistematici eseguiti autonomamente per incrociare a dati rilevati con quelli di Enel. Siamo anche a conoscenza che tutti questi dati vengano diffusi da Arpat attraverso il proprio sito e bollettini periodici».
Difende la mozione il capogruppo Pd in consiglio regionale, Leonardo Marras: «Con l’approvazione della mozione ci proponiamo obiettivi ancora più alti rispetto a quelli già raggiunti con la nuova legge. Il monitoraggio in continuo ce l’hanno solo le centrali nuove, come ad esempio, Bagnore 3 e e Bagnore 4. L’obbligatorietà di controlli in continuo per tutte le centrali lo reputiamo un fatto molto positivo». —
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