Il dolore
Un fallimento pagato con sei colpi di rivoltella
Ausonio Coli aveva solo 41 anni, quando fu ucciso nello studio della commercialista Ivana Giovannelli, a Grosseto, in via Gramsci. Tre colpi a segno, tre fuori bersaglio. L’omicida, Francesco Innocenti, aveva un anno meno della sua vittima e, secondo le indagini che furono coordinate dal sostituto procuratore Eugenio Albamonte, fu lui a scaricare tutti e 6 i colpi della Smith & Wesson calibro 38 special canna corta. La polizia sequestrò quell’arma in casa dell’imprenditore.
Tre gradi di giudizio hanno confermato l’ergastolo a Innocenti, che si è sempre dichiarato innocente.
Secondo la Procura, l’imprenditore arcidossino sparò e uccise il commercialista perché, dopo la perizia del professionista, il tribunale aveva esteso anche a lui il fallimento a carico del padre.
Fallimento quindi che riguardava la Innocenti Sas, una concessionaria d’auto.
Innocenti, fino al 2010, ha raccontato le sue impressioni su un blog che aveva aperto su Internet, dal carcere di Volterra. Ora usufruisce dei permessi per lavorare all’esterno della struttura penitenziaria.
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