Il dolore
Sos dei pescatori contro le reti bucate
Danni da delfini: portercolese chiede «tutele e contributi» Nel 2018 ci fu una mozione regionale ma nulla è cambiato
Buchi enormi nelle reti che difficilmente potranno essere riparati. Ogni volta che i pescatori, nelle acque del mare dell’Argentario, tirano su le loro reti, devono fare i conti con la possibilità che i delfini, per mangiare il pesce che vedono nelle reti, le abbiano rotte.
È successo in passato ed è successo anche nei giorni scorsi ad Antonio Causa, pescatore di Porto Ercole. Tirare su le reti e vedere buchi enormi è un pugno allo stomaco per gli operatori della pesca che non sanno più come fare a contrastare queste situazioni. «I danni sono ingenti – dice il pescatore – Subiamo danni per migliaia di euro e nessuno ci risarcisce».
Riparare la rete è difficile per non dire impossibile, e quindi i pescatori sono costretti a comprarla nuova.
Un danno che si aggiunge al mancato pescato e che li mette in ginocchio. Antonio non vede una via d’uscita. «Davvero non sappiamo più come fare – aggiunge Causa – abbiamo chiesto aiuto alle istituzioni ma nessuno ci viene incontro. Così non è possibile andare avanti. Qui è a rischio il nostro lavoro».
Il pescatore non chiede certo di fare del male ai delfini. Il suo appello è rivolto alle istituzioni perché agiscano in modo tale da tutelare i pescatori per il danno che ricevono. Nei mesi scorsi l’appello dei pescatori della piccola pesca di Porto Ercole era stato accolto da Leonardo Marras, capogruppo Pd in consiglio regionale.
«Stiamo sollecitando una misura per i contributi per il rinnovo degli strumenti della pesca, una soluzione proposta da una mozione già approvata in consiglio regionale», commenta il capogruppo. Al momento non sono stati previsti contributi.
Risale a un anno e mezzo fa - a febbraio 2018 - la mozione del capogruppo Pd firmata, oltreché da lui, da Gianni Anselmi, Fiammetta Capirossi e Ilaria Giovannetti. L’atto sottolineava i problemi della pesca legati al problema dei delfini e chiedeva che la Regione continuasse a sostenere un settore di vitale importanza per l’economia della costa «valutando indennizzi». Questa mozione non ha avuto seguito.
L’unica speranza per Antonio e i suoi colleghi – ma solo di speranza sembra trattarsi – è che sia riconosciuto un contributo per l’acquisto delle reti danneggiate che devono essere sostituite.
I pescatori si sentono soli, non tutelati dalle istituzioni. Una rete per un pescatore rappresenta un notevole investimento: si tratta di un costo medio di 10mila euro con una durata che può arrivare ai 6 anni. I buchi che i pescatori trovano nelle reti accorciano la durata di uno dei loro strumenti principali di lavoro. «Vogliamo solo essere tutelati – dice Causa – La pesca rappresenta la fonte di sostentamento nostra e delle nostre famiglie. Non possiamo andare avanti. Senza un aiuto siamo disperati».
Nessuna guerra al mammifero ma solo un grido di aiuto.
«Vogliamo solo essere aiutati in qualche maniera. Così il rischio è di mollare tutto e smettere di fare questo lavoro. Ormai i danni sono più dei guadagni. Così andare avanti è veramente difficile – ribadisce il pescatore –. Qualcuno ci venga incontro». —
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