Italia
«Inps ancora non dà il via libera al pagamento del mio Tfr»
L’odissea di un’ex operaia Mabro, in attesa da cinque anni di quanto dovuto Il suo legale: «Un’opposizione ha bloccato alcune pratiche, ma non questa»
Ha perso le speranza Roberta Pericciuoli, ex operaia Mabro che da oltre cinque anni aspetta di ricevere dall’azienda il trattamento di fine rapporto.
Intanto però il lavoro manca, le bollette continuano ad arrivare e di quei soldi che le devono essere versati, circa 20 mila euro, sembra non esserci traccia. Era il 2013 quando Roberta, follonichese di 57 anni, adesso abitante a Scarlino, ha messo per l’ultima volta piede dentro alla Mabro, la storica azienda di abbigliamento maschile di Grosseto dichiarata fallita a dicembre 2016 dopo due anni di amministrazione controllata. Da allora è seguito un periodo di cassa integrazione ma ancora oggi ci sono molte operai da liquidare. «Ci vorranno due mesi per capire cosa hanno fatto e cosa faranno, me lo sento – dice Roberta, oggi molto angosciata – Sembra tutto fermo non so che fare: è una situazione che mi sta divorando. Nessuno parla, nessuno sa niente, adesso alcune ex colleghe dicono addirittura che se non veniamo pagate è perché io ho sollevato un polverone. Questo è veramente il massimo: non ci pagano e dipende da me».
Sembra però che alcuni creditori dell’azienda, in particolare una ditta di Bergamo, abbia fatto opposizione allo stato passivo del fallimento, bloccando di fatto alcune ammissioni perché formalmente non corrette. «Sembra che siano stati inseriti degli importi non corretti – spiega l’avvocato Sandro Nunzi che con il suo studio segue diverse operaie Mabro – Se da un lato questa opposizione può bloccare alcune pratiche non deve bloccare il resto che deve effettivamente essere pagato, ovvero tutte le domande come quella della Pericciuoli. Anzi la Pericciuoli è slegata da tutto questo e a mio avviso può e deve essere pagata dall’Inps».
La decisione adesso pare essere nelle mani del responsabile del fondo di garanzia che aspetterebbe un via libera da parte dell’ufficio legale interno. «Si tratta di un fallimento veramente ingarbugliato – continua Nunzi – ma adesso il problema è stato guardato da tutti i punti di vista possibili».
Intanto Pericciuoli, che giorno dopo giorno deve avere a che fare con i conti che non tornano e con le bollette da pagare, telefona quotidianamente negli uffici Inps: «Chiamo ma ogni volta parlano di un problema diverso – dice – adesso dicono che manca il calcolo della cassa integrazione. Soltanto qualche giorno fa mi avevano assicurato che saremmo state noi, le operai più in difficoltà, a ricevere il pagamento. Sono passati cinque anni e non mi posso più permettere il lusso di aspettare» conclude. —
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