Italia
Choc anafilattico a 15 anni, salvato dall’infermiera
Il giovane turista stava per soffocare: la donna, che lavora nel campeggio, gli ha fatto un’endovena. L’abbraccio commosso del padre
Nella vita di un ragazzino di 15 anni, arrivato ieri a Marina di Grosseto per trascorrere le ferie insieme ai genitori che avevano scelto il campeggio Cielo Verde, il destino ha messo un’infermiera professionale che - alla stessa età del giovane turista milanese - ha lasciato l’Albania per trasferirsi in Italia. Lei si chiama Stella e il suo nome resterà indelebile nella memoria del ragazzo e in quella di sua padre che ieri nel primo pomeriggio ha dato l’allarme chiamando la reception, dopo aver visto che suo figlio stava diventando rosso in faccia. E che faceva fatica a respirare.
È stato questo il dettaglio che ha fatto saltare Stella Zenaj dalla sedia: l’infermiera è salita sul caddy e ha raggiunto la piazzola dove si trovava il ragazzo. Era pieno di chiazze rosse che stavano diventando sempre più evidenti e non riusciva quasi più a respirare. «Gli ho guardato la gola - racconta ancora scossa - non si vedeva niente, la sua ugola era gonfiata e stava soffocando». La donna, che da tredici anni lavora come infermiera al Cielo Verde, ha somministrato subito due farmaci al quindicenne e ha chiamato il medico del pronto soccorso per avere ulteriori indicazioni. Ma quando era al telefono in vivavoce, le condizioni del quindicenne stavano precipitando e così, senza pensarci due volte, gli ha fatto un’endovena di cortisone, gli ha messo l’ossigeno e ha aspettato che arrivasse l’ambulanza. Quando il 118 è entrato al cielo Verde, dopo pochissimo, il peggio era ormai passato.
Il quindicenne era fuori pericolo ma è stato accompagnato al Misericordia. Era salvo, grazie all’intervento di Stella. «Sono stati attimi davvero convulsi - dice la donna - quel ragazzino stava soffocando e in lui ho quasi rivisto mio figlio, che di anni ne ha 9. È stata una corsa contro il tempo ma per fortuna è andato tutto bene». La voce di Stella trema, a distanza di ore dal suo intervento. Da ieri, sarà la “buona Stella” del quindicenne. Il padre, quando è tornato dall’ospedale, è passato a ringraziarla. «Mi ha abbracciata e ci siamo messi entrambi a piangere - dice ancora - Qua al Cielo Verde ogni anno arrivano circa settemila turisti e i casi che trattiamo sono tra i più diversi. Non nego però di essermi davvero emozionata quando ho sentito che aveva ricominciato a parlare, anche se era un po’ confuso». Il cuore di Stella, che si è laureata in Scienze infermieristiche alla Sapienza di Roma, si è sciolto ieri pomeriggio nell’abbraccio con il padre del ragazzino, che potrebbe essere stato punto da un insetto. Quando ha cominciato a sentirsi male stava mangiando una schiacciata. Stella per tutta l’estate sarà al Cielo Verde, come fa da 13 anni a questa parte. E grazie a lei, i frequentatori del campeggio, potranno dormire sonni più tranquilli. —
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