Il Tirreno

Grosseto

Biogas: doppia richiesta di controlli e monitoraggio

Francesca Ferri

Due mozioni impegnano la giunta a disciplinare la materia per legge

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La protesta dei cittadini riuniti nel comitato Grosseto Aria pulita arriva al cuore del governo regionale e riesce a ottenere l’impegno di Firenze a emanare nuove norme in grado di monitorare gli impianti a biogas, verificare che rispettino le regole, garantire ai cittadini un’aria pulita e salubre.

Il consiglio regionale ha approvato ieri due mozioni, presentate una dal Partito democratico e l’altra dalla Lega, e un’interrogazione presentata dal gruppo misto-Tpt (vedi box) che aprono un nuovo capitolo della battaglia che i cittadini, tramite il comitato, hanno avviato dal capoluogo maremmano.

pd sui cattivi odori

La mozione presentata dal Pd, con Leonardo Marras e Fiammetta Capirossi firmatari e Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra) sottoscrittore, si concentra su un fronte del problema, quello dei cattivi odori che le centrali a biogas emettono, trattando biomasse che comprendono sterco, liquami, sanza e altri resti vegetali.

La mozione impegna la giunta ad «attivarsi per il rispetto delle prescrizioni rilasciate in sede di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio degli impianti a biomassa». In particolare per la «presenza significativa» di queste strutture sul territorio grossetano, ricordata da Marras.

Da qui il secondo impegno all’esecutivo regionale: «individuare modalità di esercizio ecosostenibili», anche attraverso una «normativa più circostanziata in tema di emissioni odorigene» e un «costante monitoraggio». Il costo del monitoraggio, secondo quanto prevede un emendamento di Fattori e Pecori, deve essere «a carico dei gestori degli impianti». Secondo i due consiglieri, il problema delle emissioni è reale, annoso e riferito a più zone della Toscana.

Pecori ha anche sottolineato l’attività dei comitati: «Dove i cittadini si organizzano, le istituzioni hanno fallito», ha detto. Per il capogruppo Sì-Toscana a sinistra oltre al problema delle emissioni, occorre affrontare anche il tema della «sostenibilità degli impianti. Quelli a biomassa – ha spiegato – hanno un senso se bruciano, dentro un circolo virtuoso, materiale che arriva dalle zone circostanti».

lega su inquinamento

Va oltre la Lega che strappa alla giunta e al presidente Enrico Rossi l’impegno ad attivarsi perché il monitoraggio sugli impianti tuteli non solo “il naso” – cioè eviti i cattivi odori – ma anche la salute.

Il nodo del problema, infatti, è capire se oltre al disagio per la puzza le centrali rilascino nell’aria anche sostanze inquinanti.

La mozione della Lega chiede quindi che la giunta si attivi affinché «venga emanata tempestivamente un’idonea normativa finalizzata a individuare modalità di esercizio ecosostenibili per cui tali impianti a biogas possano continuare a svolgere la propria attività in condizioni di effettiva compatibilità ambientale» e ad «adeguare gli strumenti di pianificazione e programmazione regionale in materia di qualità dell’aria mitrati a ridurre particolari emissioni in atmosfera». Le norme dovranno prevedere «parametri, fonti di approvvigionamento, prescrizioni e quanto necessario al fine di tutelare l’ambiente, la salute e la qualità della vita di tutti i cittadini». La Lega chiede anche l’obbligo per i titolari «di attivare presso un organismo terzo un costante monitoraggio delle emissioni odorigene».

Sull’urgenza di trattare il tema delle emissioni in aria è intervenuto anche Giacomo Giannarelli (Movimento 5 stelle): «Non mettiamo in discussione la tecnologia, ma visto che i problemi sono prevalentemente localizzativi, è giusto avviare una discussione per capire se, in futuro, sia necessaria una Via postuma». —

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