Sicurezza
Museo sommerso, in arrivo altri 15 blocchi
La Casa dei pesci prende forma: sabato avverrà l’eccezionale messa a mare. Lo scopo: contrastare la pesca a strascico
Una piazza sottomarina con tanto di obelisco al centro e due enormi “guardiani”, scolpiti da Emily Young, a sorvegliarne l’ingresso.
È l’ultima installazione, in ordine di tempo, del progetto “La casa dei pesci”: sabato mattina, a largo di Talamone, saranno calati in mare 15 blocchi di marmo, tutti scolpiti, che saranno, allo stesso tempo, efficaci dissuasori contro la pesca a strascico illegale e attrazione turistica per chi, in apnea o con le bombole, vorrà godersi la vista di una piazza sui generis.
Perché se è vero che c’è un patrimonio marino da tutelare, e lo si potrebbe fare tranquillamente con blocchi di cemento di eguale efficacia dissuasiva, far sposare l’ambiente con l’arte è una scommessa che il pescatore ambientalista Paolo Fanciulli ha lanciato e che, piano piano, si sta concretizzando con il coinvolgimento di artisti di fama internazionale e di giovani artisti che hanno messo a disposizione la loro creatività per dare forma ai blocchi di marmo donati dalle cave di Carrara.
I quindici blocchi che verranno messi a mare sabato andranno ad arricchire il museo sottomarino de La casa dei pesci che vede già altri 24 blocchi posizionati lungo la costa maremmana e che punta ad arrivare a quota 100.
Dei 24 blocchi già calati in mare, tutti scolpiti da importanti artisti, una ventina è destinata a restare quasi un tesoro nascosto, di più difficile visibilità, proprio per aumentarne l’efficacia dissuasiva.
Ma i 15 che saranno calati in mare sabato saranno una sorta di avamposto di questo museo marino.
Nato da un’idea del pescatore ambientalista Fanciulli, il progetto La casa dei pesci si pone l’obiettivo di salvaguardare l’ambiente marino e di farlo con opere d’arte, sculture realizzate da artisti di tutto il mondo, creando uno spazio in cui l’arte protegga la natura.
Non solo funzione di dissuasori e attrazione turistica: i blocchi di marmo, spiega Ippolito Turco, presidente de La casa dei pesci, consentiranno all’ambiente marino danneggiato di formarsi di nuovo e i pesci potranno trovare una nuova casa e riprodursi.
«La natura, il mare, è fonte di ricchezza – dice Turco – e come tale dev’essere preservata. Ogni singola scultura messa a mare è un passo verso il raggiungimento dell’importante obiettivo che La Casa dei Pesci sta portando avanti: proteggere, valorizzare e rendere unica la Maremma». L’iniziativa ha il sostegno della Fondazione Grosseto Cultura e del Circolo Vela Libera di Talamone che accompagnerà, con una veleggiata, la messa a mare delle opere. —
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